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Templari all’Auricola di Amaseno? Quel San Francesco con l’impiccato. E misteri e svastiche.

By 26 Agosto 2017Blog
impiccatoMentre ci prepariamo alla serata di martedì 29 agosto con il ricercatore Giancarlo Pavat e il team del mistero di turno tra gli affreschi misteriosi dell’Auricola, qualche quesito e nozione estrapolato dal libro “Nel Segno del Valcento” di Giancarlo Pavat stesso.
San Francesco con l’impiccato. Non è così che siamo abituati a immaginare il placido San Francesco, il “poverello”, il Santo tanto mite ed empatico fin tanto da poter comunicare con gli uccelli.
Eppure dalla Chiesa dell’Auricola di Amaseno, Santuario caro agli abitanti della Valle omonima, tanti quesiti e dubbi – uno dei tanti affrescati sulle mura di un luogo così carico di forza e suggestioni.
In “Le Chiese di Amaseno”, di Padre Giannetta (1987) – ci dice Giancarlo Pavat in “Nel Segno di Valcento” a pagina 464 –  attraverso una fotografia in bianco e nero è evidenziata la presenza del San Francesco di cui sopra. Il Giannetta racconta di uno dei due affreschi con San Francesco e l’impiccato.
Ecco come viene descritto: “A sinistra entrando, nella parete accanto alla porta d’ingresso, è raffigurato frontalmente in posizione eretta San Francesco d’Assisi, di belle fattezze e ben conservato. Dell’inquietante figura dell’impiccato che era visibile allora, come lo è oggi, sottolinea Pavat, nemmeno una riga.
Secondo alcuni – ma si tratta di una tesi che allo stato attuale non si può avvalorare – i due affreschi testimonierebbero che pure nella valla ta dell’Amaseno – e forse proprio nella chiesa dell’Auricola – vennero mandati a morte alcuni Templari: la prova sarebbe il colore bianco delle vesti dei due impiccati. Alatri ancora, spingendosi oltre, hanno visto proprio nel Santuario la sede dei Cavalieri; oltre che l’acquasantiera con il “Fiore della vita” e gli altri simboli, lo proverebbero proprio alcuni dipinti, assurti al ruolo di enigmatici ed inquietanti “Messaggeri dell’Altrove”. svastiche auricola
Ma sono altri i dipinti misteriosi, che nasconderebbe addirittura dottrine non ortodosse, probabilmente gnostiche, come quello della Vergine con Gesù Bambino che tiene stretto nel pungo un piccolo pellicano, intento a beccargli il petto. L’immagine del pellicano che squarcia il proprio corpo per nutrire la propria covata, è sempre stata vista come l’allegoria del Sacrificio di Cristo sulla Croce, per la salveza di tutta l’Umanità.
Ebbene proprio basandosi su questa interpretazione è stata avanzata un’osservazione non peregrina: se il Pellicano è Cristo, come è possibile che ce ne sia un altro in braccio alla Madre, le cui carni vengono lacerate) Ci sono forse due Gesù?
E ancora: chi è il Cavaliere effigiato su un pilastro della seconda cappella di sinistra della chiesa? La figura ha la spada sguainata e sollevata da terra, calza guantoni e speroni, e indossa mantello e tuinca di colore bianco con piccole aquile nere ricamate sopra.
Infine ai Padri Sassoni” sono attribuibili alcune pitture presenti nella prima cappella di sinistra che certamente turbano chi le vede per la prima volta. I bordi della volta della cappella sono decorati con quadrifogli bianchi alternati a svastiche del medesimo colore in campo azzurro. Perché i francescani tedeschi scelsero per l’Auricola quella particolare forma di croce?
Le risposte oltre a essere sul libro “Nel Segno di Valcento” di Giancarlo Pavat, le troverete martedì 29 agosto ad Amaseno con ViviCiociaria e Itinarrando prenotando la vostra presenza al 380 765 18 94.

Foto 1: Mario Tiberia.
Foto 2: Alessandro Vigliani

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