was successfully added to your cart.

Tag

visitciociaria Archivi - Itinarrando

Il valore eterno delle montagne di casa: Monte Cacume.

By | Blog | No Comments
Di Alex Vigliani

Noi di Frosinone, noi che siamo gente di fondo valle, una montagna abbiamo dovuto adottarcela.
Eppure da queste parti avremmo potuto sentirle un po’ tutte nostre, non perché Capoluogo di provincia, sia chiaro, ma poiché inseriti come siamo nel bel mezzo di una valle, dalle montagne siamo circondati.
Ernici da una parte, Lepini dall’altra. Se volgiamo poi lo sguardo nemmeno troppo più in là si intravede già Monte Cairo e il suo massiccio e ancora oltre le Mainarde. E poi la modesta linea degli Ausoni.
Dove invece è tutto aperto, lì, lo sappiamo da sempre, c’è Roma.
Ma noi, a Frosinone, per restare con i piedi per terra, una montagna abbiamo dovuto adottarcela.
E così abbiamo fatto.
Ce ne siamo scelti una che supera di poco i 1000 metri ma che sa inequivocabilmente di casa. Quando sei sull’autostrada, quando arrivi in treno, quella montagna puntuta, dalla forma assai strana e dal nome curioso, vuol dire famiglia, focolare domestico, luogo amico.
Se chiedi a uno di Frosinone abituato a viaggiare ti risponderà di certo che se vedi Cacume allora stai a “caseta”.
Monte Cacume o Caccume, 1095 m, territorio di Patrica (grazioso presepe arroccato sui Lepini), nel mezzo dell’acceso dibattito tra studiosi, storici locali e cittadini che da anni e anni si contendono la verità sull’esser stato citato con cognizione da Dante Alighieri nella Divina Commedia.
Vassi in Sanleo e discendesi in Noli, montasi su in Bismantova e ‘n Cacume con esso i piè; ma qui convien ch’om voli; ” 
A dire il vero ci sarebbe pure Monte Gemma, che fa territorio di Supino – altro splendido borgo ciociaro. Che è pure più altro e per certi versi più imponente e massiccio. E poi ha un nome anche più carino. Ma che volete, l’amore è cieco e Cacume ha questa forma particolare che da sempre richiama alla fantasia degli abitanti di queste parti e che sembra puntare dritto al cielo. Molto più alto, assai più e più ancora di qualsiasi vetta, punto di osservazione in passato sull’antica via che dava accesso e comunicazione tra una valle e l’altra.
Luogo di transumanza, aspirazioni, ascese e tanto altro.
Oggi – e a dire il vero da più di un secolo – sulla sua vetta c’è una chiesetta – da poco totalmente restaurata – e una campana che tutti i viandanti che vi giungano in cima dovranno suonare. E prima o poi, da queste parti, capiterà a tutti di farlo. Come nessun’altra vetta, nei dintorni, è difatti capace di richiamare lo spirito ardito dell’insonnolito frusinate affondato nel divano domenicale e nell’apatia delle corsie dei centri commerciali. Il magnetismo di Cacume: un’attrazione la cui spiegazione è verosimile deduzione e nulla più. Di sicuro, però, c’è che anche chi come me c’è andato mille volte e mille volte è andato altrove per altre mille volte ci tornerà;  e sarà sempre la prima volta la lenta prassi dell’arrivo in vetta. Il suonar della campana, entrar nella chiesetta, affacciarsi dal “balcone”, guardare la valle, voltarsi a sinistra a guardar Monte Gemma.
E poi mani sui fianchi a respirare aria.
Aria di famiglia, aria di casa.
Please follow and like us:
0

Sabato 10 febbraio, 9,30, escursione sulle tracce del misterioso Arco di Trevi. Info/Pren 380 765 1894.

By | Cultura, Natura | No Comments
arco di trevi 10 febbraioSabato 10 febbraio, ore 9,30
Escursione sulle tracce del misterioso Arco Di Trevi con ViviCiociaria e Itinarrando info e prenotazione 380 765 18 94.
Da Fiuggi percorreremo un sentiero attraversando il bellissimo pianoro di Pratalonga, luoghi splendidi da fotografare e percorrere a piedi, incrociando più volte il Cammino di San Benedetto giungeremo all’Arco di Trevi, poi continueremo fino al fontanile di Capo D’Acqua. Il ritorno, benché esista la possibilità di un anello, sarà per motivi logistici sullo stesso tracciato dell’andata.
Per partecipare si deve essere o diventare soci dell’Ass.Culturale Itinarrando – Affiliazione Capit/Assicurazione UniPoL – il contributo per la tessera è di 5 euro.
Il contributo organizzativo di giornata è di 6 euro.
Ai partecipanti verrà consegnata la nostra speciale “Degustautina”, il sacchetto con prodotti tipici ciociari da consumare mentre si cammina e materiale informativo.
*Obbligo di scarpe da trekking
*Cosa portare: zainetto, acqua, snack, pranzo al sacco, vestiario a strati, guanti, cappello, giacca antivento, giacca antipioggia, bastoncini da trekking (opzionali).
Dati Tecnici:
Distanza da percorrere: 15 km a/r
Dislivello: 361 metri
Difficoltà: Turistica (non serve un particolare allenamento ma solo abitudine a camminare).
Tempo di percorrenza: 4 h escluso soste a/r
Please follow and like us:
0

Megaliti sconosciuti. O quasi. L’Arco di Trevi, gioiello della Ciociaria.

By | Blog, Cultura | No Comments
Di Alex Vigliani
La Ciociaria e il Lazio Meridionale tutto sono terre ricche di storia. Ricche di suggestioni e lasciti di pietra di un passato mai troppo lontano, cui ci sentiamo adesi senza saperlo. Basti pensare a quante volte camminando per i nostri centri urbani ci ritroviamo dinanzi a testimoni megalitici, in opera poligonale, così fortemente presenti nei profili paesaggistici di tanti centri storici della nostra terra.
E al di fuori, camminando tra le campagne, nelle verdi vallate, non è difficile imbattersi in antichi monasteri di cui ormai non resta che qualche pietra o ancora mura disposte non a caso a difender qualcosa, borghi abbandonati e molto altro.
A Trevi Nel Lazio, tra il verdeggiare degli altopiani che da Fiuggi si distendono fino ad Arcinazzo, d’un tratto, antico confine tra Equi ed Ernici ecco apparire, spesso nella nebbia, il profilo dolce di un arco aggrappato alla terra da solite radici.
Le origini sono incerte così anche i pareri degli studiosi, tra chi ne vede una parte della serie di acquedotti romani e chi una dogana sul confine di cui sopra. Luogo di passaggio, quasi mistico, con quell’aura di mistero che ogni porta richiama alla mente umana, perché porta è pur sempre passaggio, cambiamento, attraversare nell’archetipo è mutamento. Alla porta di passaggio sta l’appeso dei tarocchi, oracolo in attesa di risposte e nel compimento di una più profonda trasmutazione.
Da IlPuntoSulMistero, un articolo di Giancarlo Pavat, ci dice:
Non si sa assolutamente nulla di questo monumento. Non conosciamo l’epoca a cui risalga (qualche archeologo ha proposto il II secolo a.C., ma come succede anche per altre strutture megalitiche, altri ricercatori hanno spostato indietro nel tempo l’asticella della datazione), ignoriamo chi ne siano gli artefici e possiamo solo ipotizzare le funzioni. Quelle pietre sono mute. Non un bassorilievo, una iscrizione, un simbolo, un petroglifo, mediante il quale parlarci attraverso i secoli….
Si è pensato che possa essersi trattato di un accesso attraverso una grande muraglia (a cui apparterebbero, appunto, i grandi blocchi di pietra) che segnava il confine in epoca arcaica tra il popolo degli Equi e quello degli Ernici. Funzione che sarebbe continuata anche nei secoli successivi, compresa l’epoca romana e, addirittura il Medio Evo. Una mulattiera e una strada basolata portava all’Arco salendo dal cosiddetto “Ponte di S. Gregorio”, struttura romana ancora oggi visibile, gettata attraverso l’Aniene, in prossimità dell’ antica Treba”.
Avvolto dal silenzio e del mistero, quel che è sicuro, è che l’Arco di Trevi sta lì, immobile, a offrire suggestioni a chi vi si avvicini, al viandante, al camminatore, al turista che vi capiti, meglio se dopo un lungo cammino, a contemplarne la grande bellezza dell’arco e di una terra capace sempre di stupire.
Please follow and like us:
0

Domenica 11 febbraio: due escursioni in una: Le bocche dell’Inferno di Pomezia e Tor Caldara.

By | Cultura, Natura | No Comments

Domenica 11 febbraio ore 9,30 una domenica con il geologo Marco Occhipinti nostro socio e ospite della giornata!
Due escursioni in una! Una giornata intensa e unica con ViviCiociaria e Itinarrando!
Per info e prenotazioni 380 765 18 94.
*Trasporto con mezzo proprio (diversi posti in condivisione auto).
Sapete che a Pomezia esistono dei laghi che ribollono e assumono colori particolari causa delle emissioni di zolfo?
Siamo nel Parco Decima – Malafede, un luogo unico citato anche nell’Eneide di Virgilio, mitologico e dai colpi d’occhio eccezionali.
Qui ogni lago ha un colore differente e le atmosfere sono uniche, i paesaggi eccezionali.
Al termine della visita presso la Solforata di Pomezia riprenderemo le auto e ci sposteremo ad Anzio presso la riserva di Tor Caldara.
Qui mangeremo il nostro pranzo al sacco. Una breve pausa e poi ancora una volta ci addentreremo in un percorso unico nel suo genere che tra fiumi che ribollono, colori eccezionali e odori di zolfo ci porterà fino al mare.
La giornata avrà termine alle 16.30.
*Obbligo di scarpe da trekking, il terreno è accidentato. Consigliamo per chi fosse particolarmente sensibile agli odori dello zolfo di adoperare una bandana.
*Per partecipare si deve essere soci/diventarlo di Ass.Culturale Itinarrando – ViviCiociaria con copertura assicurativa UNIPOL e convenzioni su tutto il territorio nazionale.
La nostra tessera ha contributo di 5 euro e dà accesso a tutte le nostre iniziative.
*Il contributo organizzativo per partecipare alla giornata è di 8 euro che va a coprire le spese organizzative.
Please follow and like us:
0

I dieci motivi per visitare Veroli, di Lucia Verro.

By | Blog | No Comments

verolicostumiHo una cara e giovane ex compagna di scuola in quel di Veroli che risponde al nome di Lucia Verro.
Alla vigilia della visita di ViviCiociaria e Itinarrando, che si terrà domani 7 gennaio proprio nella cittadina ernica, ho chiesto lei dieci motivi per cui varrebbe – e vale davvero la pena ve lo assicuro – visitare Veroli.
Eccoli qua.

1. Il panorama da San Leucio.
2. La ciammella, che solo quella verolana ha il suo inconfondibile sapore e consistenza.
3. I vicoli di Borgo Santa Croce.
4. Ovviamente la Scala Santa, perché al mondo ce ne sono soltanto 3.
5. La passione con cui gli artigiani fanno ancora lavorazioni in ferro battuto e vimini.
6. Le tradizioni di contrada di un territorio così vasto che non è solo centro storico.
7. I colori di Prato di Campoli, stravolgenti ad ogni stagione.
8. 39La meraviglia di ogni arcata e ogni angolo di storia di Casamari.
9. Il Birrificio Ciociaro, il primo in provincia di Frosinone con bancone ed impianto a vista.
10. Le fettuccine, le stese, sagne e facioli, il garofolato… ogni singolo prodotto e prelibatezza che solo l’aria, l’acqua e la maestria delle mani delle nonne e mamme verolane sono in grado di cucinare.

Veroli è uno dei comuni più importanti della Ciociaria, fu fedele alleata di Roma, con i suoi oltre 20.000 abitanti e il suo territorio, è una perla di storia, arte e cultura tutta da visitare.
Please follow and like us:
0

30.12 Visita in uno dei borghi più belli d’Italia: Castro dei Volsci, il balcone della Ciociaria.

By | Cultura | No Comments

30 Dicembre castroSabato 30 dicembre ore 15.00 a Castro dei Volsci, prenotate al 380 765 18 94, con ViviCiociaria – Itinarrando – ProLoco di Castro dal Balcone della Ciociaria alle vie del paese passando per chiese, bellezze, emblemi e simboli di uno dei borghi più belli d’Italia e della Ciociaria.

Il mammoccio Martini e altre storie in un percorso che ci porterà alla Torre dell’Orologio durante il consueto presepe vivente, vera eccellenza del borgo castrese. Degustazione al termine per tutti i partecipanti. Partecipate! 🙂

Please follow and like us:
0

16.12 Arpino ore 15.00: gli ex lanifici e al Monastero di Sant’Andrea, un viaggio insolito nella città di Cicerone. Con ViviCiociaria 380 765 18 94 per prenotare.

By | Cultura | No Comments

16 dicembre arpino2Sabato 16 dicembre, ore 15,00 ad Arpino (FR) per gli ex lanifici, per il monastero di Sant’Andrea e per la liuteria. Al termine degustazione finale per tutti i partecipanti.
Per info e prenotazioni 380 765 18 94.
Guida: Nicoletta Trento.

Arpino è una delle città più belle d’Italia secondo una lista stilata da poco da skyscanner.it.
Al di là dell’Acropoli, magnificamente conservata, il centro è un gioiello che testimonia un passato recente glorioso all’interno dell’ormai disciolta Terra di Lavoro.

Infatti Arpino, al pari di Isola del Liri per la carta, era stata indicata come punto di sviluppo, fiore all’occhiello dell’attività manifatturiera legata alla lana. Dell’attività oggi la città ne conserva un museo industriale di alto livello.
Ma non solo questo vedremo, apertura straordinaria del Monastero di Sant’Andrea, visita alla Liuteria con mostra dei presepi e abiti sacri in esposizione per “Tessere la speranza” (Abiti Sacri delle Madonne ora a Gaeta).

Please follow and like us:
0

Riscoprire tradizione e territorio: Itri, domenica 10 dicembre. Ore 10,00. Info/prenotazioni 380 765 18 94.

By | Cultura | No Comments
itri 10 dicembre copy (1)Riscoprire tradizioni e territorio. Domenica 10 dicembre, ore 10,00, per info e prenotazioni 380 765 18 94.
L’associazione culturale ViviCiociaria insieme all’Associazione Culturale Itinarrando alla riscoperta delle bellezze del Lazio meridionale. Così domenica 10 dicembre sarà il turno di Itri, il grazioso borgo dominato dall’affascinante castello la cui costruzione, in forma e utilizzo differente, si fa addirittura risalire ai longobardi.
Per l’appuntamento in oggetto un tour culturale ed enogastronomico per la riscoperta completa del borgo:
. I suoi sapori – Apertura dei frantoi con degustazione di oli e bruschette/Degustazione di prodotti tipici
. Le sue bellezze – Tour nel borgo con visita guidata ed entrata al Castello
. Storia – Museo del brigantaggio, apertura dei frantoi storici
Per partecipare e avere ulteriori info prenotare al 380 765 18 94.
Ama, Cammina, Viaggia, VIVI!

 

Please follow and like us:
0

Le miniere di San Donato Valcomino. Quando in Ciociaria si estraeva ferro. E valeva più dell’oro.

By | Blog | No Comments

sandonato3

C’è stato un tempo in cui il ferro aveva valore più dell’oro. E una miniera voleva dire avere ricchezze, lavoro per l’estrazione e tante altre attività facenti parte dell’indotto lavorativo. Con una miniera di ferro si poteva mangiare, portare avanti una comunità e farla crescere nonché creare scambi commerciali o rinforzare le proprie difese belliche.
San Donato Valcomino, anno del Signore 1774.  Tra le montagne, nella tranquillità di boschi verdi e terra rigogliosa, tra inverni freddi e fresche estati è appena stata individuata una grande quantità di materie prime. Siamo al confine con l’Abruzzo, l’Italia è ben lungi dall’essere così come la conosciamo oggi e San Donato è parte della vasta Terra di Lavoro parte del Regno delle Due Sicilie.
Siamo alle pendici del Monte Meta, ed è proprio lì, in quel punto così difficile da raggiungere, che è stato rinvenuto materiale roccioso ricco di ossido di ferro che induce fin da subito a pensare che vi siano risorse ancor maggiori da esplorare ed estrarre.

sandonato2
Nel 1852 Re Ferdinando II di Borbone decide di investire. Potenzia la ricerca mineraria in tutto il regno per colmare i bisogni di materie prime e metalli da una parte e dall’altra per bloccare gli interessi inglesi di impadronirsi delle miniere a seguito dei moti del 1848.
Re Ferdinando crea da subito una commissione presieduta dal capitano di Artiglieria Gennaro Isastia per fare il punto delle antiche ricerche sotterranee, indagare le condizioni topografiche del territorio, pianificare l’investimento economico. Ad accompagnarlo due ufficiali, un distaccamento di Zappatori-minatori (il genio militare), un Capominatore e diversi Ingegneri di Acque e Strade. Tra loro va ricordato il geologo Gaetano Tenore. Di tutti i siti esplorati in valle, quelli che diedero il risultato migliore per la qualità del prodotto furono Monte Cunnola (San Donato) e Monte Omo (Campoli).
sandonatovalcomino2
La ricerca dà i propri frutti. Nella primavera dello stesso anno una commissione di tecnici rinviene nelle montagne grandi quantità di limonite. I lavori di scavo hanno dunque inizio nel maggio del 1853, una volta che il materiale è estratto
 viene portato a Capolavalle, l’attuale Piazza Carlo Coletti, grazie a dei cestoni che vengono trasportati da quadrupedi. Anche le donne partecipano al trasporto dei minerali, portavano la limonite in testa o sulle spalle dentro cesti di vimini.
Non appena il materiale giunge in piazza, viene pesato e pagato agli operai e successivamente viene trasportato alla “ferriera” di Atina dove viene lavorato. Le materie prime verrranno estratte fino al 1860. In seguito all’Unità d’Italia, sia le miniere, che la “ferriera” di Atina, vengono definitivamente abbandonati ponendo fine alla breve epopea dell’estrazione di cui oggi resta una fitta rete di sentieri, collegamenti utilizzati in passato dalle maestranze all’opera e soprattutto le miniere in perfetto stato di conservazione.

 

 

 

Fonti: http://www.altaterradilavoro.com/miniere-limonite-nella-valle-comino/
Foto: Alessandro Vigliani e Angelo Capoccia.
Foto storica: foto d’archivio.

Please follow and like us:
0

Domenica 12 novembre ore 9,00 a Sermoneta con ViviCiociaria e Itinarrando.

By | Cultura | No Comments

sermoneta 2 (2)Domenica 12 novembre ore 9,00 a Sermoneta con ViviCiociaria e Itinarrando.
per info e prenotazioni 380 765 18 94.
A Sermoneta per l’Abbazia di Valvisciolo, per il Castello e per il borgo. E per i dolcetti!

Ospite straordinario a Valvisciolo lo studioso e ricercatore Giancarlo Pavat.
*spostamento con mezzi propri. *Il luogo di incontro verrà comunicato in fase di prenotazione.

In un solo giorno:
– Abbazia di Valvisciolo e Sermoneta
– Castello di Sermoneta
– Degustazione di dolcetti tipici presso Antico biscottificio, i dolci di nonna Maria.
pranzo libero.
Poi trekking urbano tra i vicoli di Sermoneta con visita al giardino degli aranci e in altri luoghi di Sermoneta.

Per partecipare però è necessario prenotarsi al 380 765 18 94.

Please follow and like us:
0

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi

Powered by themekiller.com