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valcomino Archivi - Itinarrando

Dal 29 al 1 gennaio, il Capodanno di Itinarrando è in Valcomino, zona laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise. Dettagli e prenotazioni al 380 765 18 94.

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Il Capodanno di Itinarrando Arte del Camminare e ViViCiociaria, dal 29 al 31 dicembre con l’1 Gennaio come opzione, nella splendida Val Comino. Un’organizzazione che non sta lasciando niente al caso e che si propone di mettere in risalto i borghi della Val Comino tutta e le bellezze naturalistiche attraverso un programma di escursioni, visite guidate e degustazioni.
Per dormire il punto principale sarà Settefrati. Le strutture ricettive, quali B&B e appartamenti di privati a quanto sappiamo stanno ricevendo prenotazioni, così anche l’ostello messo a disposizione dal sindaco di Settefrati.
Stiamo dirottando, in queste ore, altre prenotazioni in borghi vicini, tutti facenti parte ovviamente della bellissima ValComino.
Dal 29 al 31 con il primo gennaio opzione facoltativa.
PROGRAMMA (in via di definizione e ampliamento):
*Sab 29 dicembre: arrivo ore 9,00 a Settefrati (luogo da comunicare in fase di prenotazione) escursione poco impegnativa tra le faggete di Settefrati fino al piano carsico del Fondillo di Settefrati.
Ridiscesa, sistemazione in albergo o ostello – aperitivo di benvenuto – giro a Settefrati nel pomeriggio/sera con apertura della torre e visita al borgo e al presepe vivente.
Incontro e saluti del sindaco di Settefrati.
Cena in ostello e pernotto oppure fate voi.
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*Dom 30 dicembre ore 8,30, incontro con il gruppo,
colazione in ostello o in albergo.
Trasferimento in località Forca d’Acero. Ciaspolata o escursione (speriamo nella neve) con noleggio ciaspole – per chi non le abbia.
Dati escursione: Doline e pianori di Forca d’Acero.
Percorso ad anello, 10 km, difficoltà: E.
Sviluppo percorso 4 h. Pranzo al sacco.
Cioccolata calda al termine del percorso.
Rientro a Settefrati.
Cena al ristorante La Meta.
Serata in paese con intrattenimento.
Pernotto o vedete voi.
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*Lun 31 dicembre ore 9,00 incontro con il gruppo.
Colazione in ostello o in albergo.
Partenza per il “BorghinGiro Valcomino” con visita:
– Alvito – sosta da Di Tullio per torroncini prodotto tipico locale.
– Visita al Castello Cantelmo.
– San Donato Valcomino, giro nel borgo e visita ai mercatini di Natale e alle botteghe artigianali. Sosta La Marina per olio, olive e creme – Prodotto tipico locale.
– Picinisco, giro nel borgo e visita. Sosta per pecorino DOP di Picinisco.
Rientro a Settefrati per il cenone.
Cenone con musica, balli e prodotti tipici.
Pernotto.
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Menù di Capodanno:
Antipasto del “Buon Auspicio”
Primi:
Crespelle al ragu di vitella e finferli, gratinati in salsa Mornay
Cicche del nonno dal 1988 (gnocchetti di patate e ortica in salsa rosa di pesce)
Secondo:
Portafoglio La Meta (tenero fagottino ripieno di funghi champignon, provola e prosciutto cotto in salsa delicata al vino bianco)
Insalata capricciosa
Dolce: Torta golosa farcita
Brindisi “Happy 2019”
Cotechino con lenticchie
Vino imbottigliato (vi informerò al più presto sul tipo di vino)
Spumante (vi informerò al più presto sul tipo di spumante)
Intrattenimento musicale e balli e divertimento.
Sul cenone alternative:
fettuccine al ragu. scaloppine ai funghi porcini o braciola alla griglia o bistecca di fracosta alla griglia
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*Mar 01 gennaio 2019 ore 9,30:
Colazione in ostello o in albergo.
Trasferimento in Val Canneto per visita santuario, storia dea Mefiti e delle acque, camminata defaticante alla cascata di Giovanni Paolo II e al lago di Grottacampanaro.
Pranzo FACOLTATIVO in via di definizione.
Poi saluti, brindisi finale e tutti a casa! 🙂
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Per info costi e prenotazioni contattare il 380 765 18 94 – oppure inviare mail a itinarrando@gmail.com.
*Per partecipare si deve essere soci 2018 o diventarlo dell’Associazione Culturale Itinarrando
Contributo a parte: ciaspole, pranzo del 1 gennaio, acquisti presso mercatini e aziende, spese di trasporto e spostamento.
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Abbigliamento per escursioni: scarponcini da trekking (anche per le ciaspole), bastoncini da trekking, giacca antivento, pile, cappello in lana, guanti in lana, giacca antipioggia, acqua (1,5), ghette, occhiali da sole, burro cacao per le labbra, crema antisole se pelle sensibile nella giornata sulla neve e tutto quello che possa essere utile a voi.
Per ostello: coperta, lenzuola, cuscino oppure sacco a pelo.
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Quei borghi ciociari abbandonati che nessuno sa: siamo a Cortignale e Le Cappudine ad Alvito.

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Esiste un turismo particolare fatto di borghi e luoghi abbandonati. Noi di ViviCiociaria e Itinarrando siamo sempre stati abbastanza suscettibili al tema, visitando e spesso organizzando visite in città e borghi abbandonati.
Siamo stati a Volterra, nell’ex manicomio. E poi a Galeria Antica e ultimamente a Canale Monterano. Abbiamo visitato e documentato i borghi di Forglieta e MonteCoccioli nei pressi di Arpino e quello di Acquaviva chiamato localmente ed erroneamente Vallecorsa vecchia sempre nella nostra provincia.
L’ultimo sito visitato, a dire il vero per la seconda volta, dopo un sopralluogo effettuato nel dicembre scorso ma non documentato perché parziale, è stato quello dei borghi perduti di Cortignale e Le Cappudine, con un percorso partito dal Castello Cantelmo quantomai suggestivo e unico e ben segnato che permette all’escursionista di godere appieno delle atmosfere del posto.
Camminando, passo dopo passo, respirando ti colpisce il verde raggiante della valle, e poi le coltivazioni, le doline, ogni albero e le montagne a fare da corollario alla bellezza nostalgica di borghi – Cortignale e Le Cappudine – abitati fino agli inizi del ‘900 da comunità agro pastorali che, dopo la rivoluzione industriale e l’arrivo delle comodità cittadine, troveranno in modo naturale più conveniente spostarsi in zona più accentrate rispetto alle isolate realtà di cui sopra.

Celati all’occhio comunque ma in una posizione assolutamente di favore rispetto alla vallata, capaci di vegliare sulla tranquillità della campagna. Le case, i casolari, sono sì abbandonati ma non per questo privi di vita. Qui ogni cosa sembra parlare, raccontare una storia che sa di terra e radici, di vita vissuta e fatiche quotidiane. Dall’abbandono nel ‘900 di cui ho già detto poi le case diventeranno stalle – del tutto evidente da paglia e giacigli per animali – ma prima Cortignale era stato luogo di residenza estiva dei Gallio e borgo agro – pastorale capace di auto sostenersi e di costituire comunità. Stessa cosa si dica per il vicino Le Cappudine. Due luoghi che a vederli oggi sembrano tanto distanti dal vivere odierno, eppure basta poco, sfogliare all’indietro di una o due pagine il libro della vita e le tradizioni delle terre del Basso Lazio per riconoscerne quelle radici, profonde, che non gelano né geleranno mai.

 

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Domenica 11 marzo: Anello di Monte Pizzone e Roccia dei Tedeschi. Per info e prenotazioni 380 765 18 94.

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La Roccia dei Tedeschi è punto d’avvistamento in San Donato Valcomino che fu utilizzato dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale. Ai suoi piedi c’è un bunker entro cui si può entrare, una trincea da percorrere, inserita nel contesto suggestivo del verde della Valcomino, l’itinerario presenta un dislivello di 700 metri e ha una difficoltà Escursionistica, quindi possibile per tutti a patto che vi sia una buona abitudine a camminare su sentieri di montagna e si abbia ai piedi le immancabili scarpe da trekking. Per altre info vi rimandiamo al solito al numero 380 765 18 94.
Domenica 11 marzo, ore 8,30:
Escursione alla Roccia dei Tedeschi (1214 metri), anello di Monte Pizzuto nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise con Ass.Culturale Itinarrando e ViviCiociaria e Angelo Capoccia
(San Donato Valcomino, Fr)
*Obbligo di scarpe da trekking.
Difficoltà: E (escursionistica, abitudine a camminare su sentieri di montagna, no lati esposti, no dislivelli impegnativi).
*Appuntamenti da: Frosinone – Roma – Latina contattare in fase di prenotazione al 380 765 18 94 per nostri referenti d’area orario e luogo.
Partendo da San Donato Valcomino, nel verde della Valle di Comino, con il nostro amico escursionista e biker Angelo Capoccia, risaliremo sul sentiero che porta alla Roccia dei Tedeschi, luogo di avvistamento nella II guerra mondiale in cui insistono trincee scavate dai soldati. Entreremo nei tunnel, nelle trincee, visiteremo i luoghi e ci fermeremo ad ammirare lo spettacolo naturalistico dei panorami della ValComino.
*A tutti i partecipanti verrà consegnata la nostra speciale degustautina con i prodotti tipici del territorio ciociaro.
*Per partecipare si deve essere/diventare soci dell’Ass.Culturale Itinarrando (contributo per diventare soci 5 euro) con copertura Assicurativa UNIPOL e convenzioni CAPIT su tutto il territorio nazionale.
*Contributo organizzativo per la giornata: 7 euro.
Dati Tecnici:
partenza ; San Donato Val di Comino
obiettivo : Roccia dei Tedeschi
Dislivello : 700 metri
difficoltà : E
Altitudine max: 1214 mt (Roccia dei Tedeschi)
Distanza: 8,79 km
Tempo di percorrenza, escluso soste e spiegazioni: 5 h.
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04.02: Alla scoperta di Atina. Musei, mura, palazzi e un centro storico che è uno scrigno di bellezza.

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Domenica 4 febbraio, ore 9,30 con ViviCiociaria e Itinarrando.
Per maggiori info e prenotazioni 380 765 18 94.
Il luogo di incontro verrà comunicato in fase di prenotazione.

Visita Guidata alla scoperta di Atina, una delle perle della Val Comino, città fondata secondo la leggenda dal Dio Saturno.
Talmente forte, in tempi antichi, da meritare con virgilio l’appellativo di Atina Potens.

Un’escursione urbana guidata per scoprire insieme Atina e le sue bellezze.
Oltre ai musei e alle chiese, faremo visita alla splendida “Casa Museo Academie Vitti” e nello splendido e incredibile Palazzo Ducale entro cui vi sarà degustazione per tutti i partecipanti al termine del percorso.

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Le miniere di San Donato Valcomino. Quando in Ciociaria si estraeva ferro. E valeva più dell’oro.

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C’è stato un tempo in cui il ferro aveva valore più dell’oro. E una miniera voleva dire avere ricchezze, lavoro per l’estrazione e tante altre attività facenti parte dell’indotto lavorativo. Con una miniera di ferro si poteva mangiare, portare avanti una comunità e farla crescere nonché creare scambi commerciali o rinforzare le proprie difese belliche.
San Donato Valcomino, anno del Signore 1774.  Tra le montagne, nella tranquillità di boschi verdi e terra rigogliosa, tra inverni freddi e fresche estati è appena stata individuata una grande quantità di materie prime. Siamo al confine con l’Abruzzo, l’Italia è ben lungi dall’essere così come la conosciamo oggi e San Donato è parte della vasta Terra di Lavoro parte del Regno delle Due Sicilie.
Siamo alle pendici del Monte Meta, ed è proprio lì, in quel punto così difficile da raggiungere, che è stato rinvenuto materiale roccioso ricco di ossido di ferro che induce fin da subito a pensare che vi siano risorse ancor maggiori da esplorare ed estrarre.

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Nel 1852 Re Ferdinando II di Borbone decide di investire. Potenzia la ricerca mineraria in tutto il regno per colmare i bisogni di materie prime e metalli da una parte e dall’altra per bloccare gli interessi inglesi di impadronirsi delle miniere a seguito dei moti del 1848.
Re Ferdinando crea da subito una commissione presieduta dal capitano di Artiglieria Gennaro Isastia per fare il punto delle antiche ricerche sotterranee, indagare le condizioni topografiche del territorio, pianificare l’investimento economico. Ad accompagnarlo due ufficiali, un distaccamento di Zappatori-minatori (il genio militare), un Capominatore e diversi Ingegneri di Acque e Strade. Tra loro va ricordato il geologo Gaetano Tenore. Di tutti i siti esplorati in valle, quelli che diedero il risultato migliore per la qualità del prodotto furono Monte Cunnola (San Donato) e Monte Omo (Campoli).
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La ricerca dà i propri frutti. Nella primavera dello stesso anno una commissione di tecnici rinviene nelle montagne grandi quantità di limonite. I lavori di scavo hanno dunque inizio nel maggio del 1853, una volta che il materiale è estratto
 viene portato a Capolavalle, l’attuale Piazza Carlo Coletti, grazie a dei cestoni che vengono trasportati da quadrupedi. Anche le donne partecipano al trasporto dei minerali, portavano la limonite in testa o sulle spalle dentro cesti di vimini.
Non appena il materiale giunge in piazza, viene pesato e pagato agli operai e successivamente viene trasportato alla “ferriera” di Atina dove viene lavorato. Le materie prime verrranno estratte fino al 1860. In seguito all’Unità d’Italia, sia le miniere, che la “ferriera” di Atina, vengono definitivamente abbandonati ponendo fine alla breve epopea dell’estrazione di cui oggi resta una fitta rete di sentieri, collegamenti utilizzati in passato dalle maestranze all’opera e soprattutto le miniere in perfetto stato di conservazione.

 

 

 

Fonti: http://www.altaterradilavoro.com/miniere-limonite-nella-valle-comino/
Foto: Alessandro Vigliani e Angelo Capoccia.
Foto storica: foto d’archivio.

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