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Roccasecca Archivi - Itinarrando

29.09: Sui passi di San Tommaso D’Aquino con Itinarrando e ViviCiociaria.

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Sabato 29 settembre: traversata da Roccasecca (FR) a Castrum Coeli sulle vie di San Tommaso.
ore 9,00 – appuntamento sul posto – da comunicare in fase di prenotazione. PER INFO E PRENOTAZIONI 380 765 18 94.

appuntamenti intermedi:
Frosinone – 7,45 – Canarino – Via Monti Lepini 114.
Roma – da definire.
Latina – da definire.

Per info e prenotazioni 380 765 18 94
con ViviCiociaria e Itinarrando.
Sulle vie di San Tommaso… da Roccasecca a Castrum Coeli passando per Colle San Magno.

*Obbligo di scarpe da trekking o da trail.

Traversata da Roccasecca passando per il Castello e la “Torre Cannone” fino al castello di Castrum Coeli con la guida turistica e archeologo Matteo “Indiana” Zagarola.
Un percorso storico sulle vie di San Tommaso, là in cui si dice sia nato e in cui insiste la prima chiesa fondata in onore del Santo fin sopra al Monte Asprano e a Castrum Coeli.

Cosa portare:
Zaino con acqua (almeno 2 litri), cappellino, giacca a vento, giacca antipioggia, pranzo al sacco, macchina fotografica.

Dati tecnici:

Lunghezza percorso: 16 km
Difficoltà: turistica
Dislivello: 480 metri
Tempo di percorrenza: a passo lento, itinarrato, con spiegazioni e soste per una giornata lieta tra cultura, riscoperta e amore per il nostro territorio.

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Giovedì 23 agosto ore 18,00: alla scoperta di Caprile (Roccasecca) e dell'”Eremo” di San Michele. Info prenotazioni 380 765 18 94.

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Giovedì 23 agosto ore 18,00 info prenotazioni 380 765 18 94
luogo appuntamento da comunicare in fase di prenotazione.
Appuntamento intermedio ore 17,00 – Frosinone – Canarino Monti Lepini 114
L’eremo di San Michele, bellissima perla di Caprile (Fraz. di Roccasecca – FR – )
la grotta del brigante, la chiesa, mura e pietre di un borgo incredibile che scopriremo passo passo con la guida turistica e archeologo Matteo Zagarola.
Cosa portare: scarpe comode (da ginnastica), zainetto con acqua, piccola torcia da utilizzare all’occorrenza.
Per partecipare si deve essere o diventare soci dell’Associazione Culturale Itinarrando – ViviCiociaria.
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Mercoledì 25 luglio, al Castello di Roccasecca al tramonto. Con Itinarrando – ViviCiociaria e Matteo Zagarola.

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Data: Mercoledì 25 luglio

Dove: Castello di Roccasecca (FR).
Ora: 18,30
Cosa: Escursione Guidata con Matteo Zagarola.
Organizzazione: Itinarrando – ViviCiociaria per info prenotazioni 380 765 18 94.

Sviluppo percorso: 5 km totali.
Dislivello: poco significativo.

Cosa portare: torcia, scarpe da ginnastica o da trekking (no hogan, no infradito, no pinne, no tacchi).
Acqua, voglia di camminare.

*Per partecipare si deve essere o diventare soci 2018 dell’Associazione Culturale Itinarrando.

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24.12 ore 9,30. Roccasecca – Eremo dello Spirito Santo e Tracciolino.

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24 dicembre roccaseccaDomenica 24 dicembre, ore 9,30 – la mattina della #vigilia in un luogo sacro sulle orme di San Tommaso.
Per info e prenotazioni 380 765 1894.

Con ViviCiociaria e Itinarrando e con la guida di Matteo “Indiana” Zagarola all’eremo dello Spirito Santo (Roccasecca).

Un percorso affascinante, adatto a tutti, con affaccio #spettacolare sulle splendide Gole del Melfa.
*Raccomandiamo l’utilizzo di scarpe adeguate, preferibili scarpe da trekking.
No tacchi, pinne, mocassini, zatteroni ecc.

Il luogo di appuntamento verrà comunicato in fase di prenotazione.
L’iniziativa avrà termine alle 13,00 così da potervi poi far organizzare in tutta calma la vigilia di questo Natale 2018.

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Da Roccasecca a Colle San Magno e Castrum Coeli: 13 km di bellezza e storia nel segno di San Tommaso.

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— di Alessandro Vigliani
8 Ottobre. Tempo buono, temperature autunnali e nella norma.
Ore 9,00, Roccasecca. “Piazza ovale”, via Roma, è un teatro la cui scena si apre dinanzi allo spettacolo più bello: gli arroccati resti del Castello di Roccasecca, fortificazione suggestiva dei D’Aquino, impossibile da non vedere. Poco distante la torre detta “cannone” sembra solleticare il cielo azzurro appena velato da giochi di nubi.
A poco a poco si avvicinano tutti i partecipanti, soci di ViviCiociaria e Itinarrando, una cinquantina in tutto, pronti  a percorrere i 13 km del percorso. Con noi la guida e archeologo Matteo Zagarola e Antonio Valerio Fontana, giovane scrittore innamorato di Roccasecca e Colle San Magno. Lungo il percorso, nei tanti punti sosta programmati, saranno loro a fare luce sulle particolarità dei luoghi che attraverseremo, tanto cari a San Tommaso D’Aquino.
A proposito di soste. La prima è circa 15 minuti dopo la partenza. Ci fermiamo alla Locanda del Castello, pittoresco e davvero splendido albergo ristorante in cui  ad attenderci c’è Francesco Mancone. La colazione è un break a base di succo di frutta, caffè e soprattutto la prelibata sfogliatella roccaseccana che, al dispetto del nome, non ha poi così tanto in comune con quella napoletana. E non di certo perché meno buona. Sostanziali sono le differenze nella preparazione e negli ingredienti.
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Ripartiamo e prendiamo la via che porta alla prima chiesa mai costruita in onore di San Tommaso. Da qui già il panorama è superbo, la vallata è un appezzamento multicolore di antropizzazione. Case, coltivazioni, strade che tagliano il verde come venature in un corpo. Bellissimo. In fondo le montagne, quasi che lo sguardo non possa fermarsi al limite imposto dell’orizzonte.
Qualche minuto, si entra dentro, uno scatto di gruppo mentre qualcuno di noi si perde tra scatti e nozioni geografica circa la posizione degli altri borghi. Poi via sul sentiero che porta a quella che i roccaseccani chiamano “torre cannone”.
Si sale lungo un sentiero rinverdito dalle piogge dei giorni passati, mentre sulle nostre teste di tanto in tanto fan capolino i resti del castello di Roccasecca, sontuosa costruzione che abbracciava quasi l’intera totalità del profilo montuoso che percorriamo.
Quando ormai siamo in cima il panorama è mozzafiato e spazia su tutta la valle aprendosi a ventaglio per circa 180 gradi. Un meraviglioso affaccio su parte del Lazio meridionale.
Gli scatti sono tanti, soprattutto perché da qui il castello – visto di spalle – sembra richiamare a serie tv epiche, a immagini e suggestioni che molti pensano possibili soltanto ad altre latitudini.
No, qui siamo in Ciociaria o, se preferite, nel Lazio meridionale, terra di castelli e di storia che sembra tuonare di petti ferrati e cozzare di spade.
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Matteo Zagarola parla, racconta. Qui è nato San Tommaso, dice indicando le pietre e il profilo del Castello. Qui, aggiunge, vi era un’intera cittadella. E puntando il dito indica luoghi, disegna e descrive immagini, linee di colore altrimenti assenti senza le sue parole.
Riprendiamo il cammino, c’è ancora molta strada da fare e lo zaino è una sacca vuota da riempire di emozioni. Così tagliamo tutta la montagna puntando diretti verso Colle San Magno. Il percorso è piacevole, verde, di tanto in tanti adombrato da intrecci di rame a creare geometrie perfette di gallerie arboree.
Incastonati all’interno di questo mondo come porte di passaggio tra il presente e il passato, a passi lenti ma costanti giungiamo nel borgo di Colle San Magno. Qui ad attenderci c’è il sindaco e un consigliere. Più in là, in un vicolo stretto, c’è un bar che ci serve il dolce tipico di San Magno: le pagliette. Degustiamo, ci fermiamo, qualcuno si ristora o si fa fare un panino. Sono già le 13, quindi ripartiamo su per il sentiero che ci porterà a Castrum Coeli.
Saliamo, il percorso è agevole. Passiamo all’interno dell’antica cittadella di Castrum Coeli su Monte Asprano, l’unico e originario abitato che poi genererà Castrocielo da una parte, Colle San Magno dall’altra e dando vita, poi, al rituale del “bacio delle Madonne”, quando a Pasquetta le due comunità si ritrovano portando a spalla sullo stesso monte due statue. Questo perché nonostante le due divisioni i due borghi sono ancora uniti da un passato comune e di condivisione che vedeva nel mezzo la bella chiesetta che si trova sull’Asprano.
Per noi è una lenta e bella riscoperta, un luogo magico tra mandorli, ulivi e mura poligonali, affacci meravigliosi che ci portano al punto più alto, là dove ora il castello di Roccasecca, tanto alto appariva dalla piazza ovale, è assai più basso e distante ma per nulla meno imponente.
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I due castelli, ci dice Zagarola, si guardano. Si osservano. Questo perché sebbene fossero “figli dello stesso padrone” era sempre bene, al tempo, tenersi d’occhio. Guardarsi. Controllarsi. Darsi un cenno, in una sorta di comunicazione visiva e continua. Forti, fieri, arroccati e difensivi, sembrano quasi dire: passateci voi tra queste valli, fatelo il passato di passare lì in mezzo senza essere attaccati!
Nessuna guerra, però per noi. Anzi. La convivialità di un pranzo al sacco insieme. Qualcuno dorme, altri scherzano, si parla, si ride. Ci si prepara mentalmente alla ridiscesa che è sempre l’inizio della fine di una bella giornata, sicuri come sempre che la meta finale è ancora e un’altra volta spostata più in là: che la prima volta che cammini hai bisogno di un obiettivo, un punto da raggiungere, quel punto che è il comprendere che la meta è il cammino stesso.
Grazie a tutti!
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08.10 Traversata Roccasecca – Castrum Coeli, di castello in castello sulle vie di San Tommaso.

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roccasecca 08 ottobreDomenica 8 ottobre: traversata da Roccasecca a Castrum Coeli sulle vie di San Tommaso.
Per info e prenotazioni 380 765 18 94
con ViviCiociaria e Itinarrando.
Sulle vie di San Tommaso… da Roccasecca a Castrum Coeli passando per Colle San Magno.
*Obbligo di scarpe da trekking o da trail.
*Colazione intermedia a base di sfogliatella roccaseccana presso Locanda del Castello.
*Degustazione prodotti tipici locali e possibilità di acquisto presso inizio sentiero a Colle San Magno per Castrum Coeli.
Traversata da Roccasecca passando per il Castello e la “Torre Cannone” fino al castello di Castrum Coeli con la guida turistica e archeologo Matteo “Indiana” Zagarola.
Un percorso storico sulle vie di San Tommaso, là in cui si dice sia nato e in cui insiste la prima chiesa fondata in onore del Santo fin sopra al Monte Asprano e a Castrum Coeli.
Cosa portare:
Zaino con acqua (almeno 2 litri), cappellino, giacca a vento, giacca antipioggia, pranzo al sacco, macchina fotografica.
Dati tecnici:
Lunghezza percorso: 16 km
Difficoltà: turistica
Dislivello: 480 metri
Tempo di percorrenza: a passo lento, itinarrato, con spiegazioni e soste colazione per una giornata lieta tra cultura, riscoperta e amore per il nostro territorio.
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Domenica 9 aprile con Itinarrando e ViviCiociaria, la Ciociaria è una perla da scoprire! Tra misteri e magia nera tra Caprile e Castrocielo! Per partecipare è necessario prenotarsi al 380 765 18 94.

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09 aprile copyDomenica 9 aprile, Ciociaria da scoprire con Itinarrando, ViviCiociaria e la guida turistica abilitata Matteo Zagarola.
A Caprile, dalle 9,30, borgo suggestivo, frazione di Roccasecca per ammirare l’affresco del Longino, il soldato romano che trafisse il costato di Gesù, ma che invece della lancia ha una fune e calza ciocie.

Da Caprile, poi, attraverso un sentiero panoramico fino all’eremo di San Michele dove l’affresco della Crocefissione fu ritrovato prima di essere spostato nella chiesa di Santa Maria delle Grazie di Caprile.

Di lì sulla via del ritorno per tornare alle auto e spostarci al Museo di Castrocielo per un focus quanto mai suggestivo sulla magia nera nell’antica Roma grazie ai tanti ritrovamenti che raccontano alcuni particolari misconosciuti della vita al tempo dei romani.

La gita terminerà sulle sponde del lago di Capo D’Acqua con degustazione buffet e pic nic a base di prodotti tipici e preparazioni casalinghe, alcune delle quali offerte dagli amici di Castrocielo.

Per partecipare, però, è necessario prenotarsi ed essere soci. Il numero di riferimento per prenotarsi e per richiedere come tesserarsi è il 380 765 18 94!

 

 

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Non solo Roccasecca. I luoghi di San Tommaso D’Aquino in Ciociaria.

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28 gennaio, il calendario dice: San Tommaso D’Aquino.           santommaso2
Ci vuole impegno. Davvero tutto l’impegno a essere indifferenti, cattolici o meno, dinanzi alla grande storia di San Tommaso D’Aquino e lasciar andare così, in questo territorio e in modo quasi silente, il ricordo condiviso del più grande pensatore del Medioevo.
Il “bue muto”, nomignolo datogli dai suoi compagni e allievi, insieme a lui, di Sant’Alberto Magno perché grande, grosso e silente. Ma fu proprio il Maestro a redarguire i ragazzi, avvertendo loro che il “bue muto” avrebbe muggito e i suoi muggiti si sarebbero uditi da un’estremità all’altra della terra. E, aggiungiamo noi, del tempo, perché la sua fama è giunta in questo mondo moderno e veloce distante anni luce dai silenzi riflessivi del Santo.
Studiato nelle scuole, il suo pensiero punto di raccordo tra cristianità e filosofia classica con le radici ben salde nella cattedra di maestri come Socrate e Platone.
Nato a Roccasecca nel 1225 e morto a Fossanova nel 1274, nemmeno cinquant’anni per scrivere a chiare lettere il proprio nome nella storia.
Non solo un uomo di chiesa. Non solo un uomo di Dio. Ma un pensatore. Un filosofo. Teologo esponente della scolastica. Frate domenicano che dal 1567 la Chiesa considera “dottore della Chiesa”.
23E questa terra ne potrebbe costruire il ricordo più forte. Perché qui è nato, perché qui è morto, perché qui ha soggiornato nolente o volente.
Roccasecca: il castello in cui è nato che domina l’intera valle e oggi la parte più moderna della città. Di fianco al castello sorge la prima chiesa ad egli dedicata.
Aquino: per lungo tempo – e ancora oggi – in combutta per la paternità dei natali del Santo dottore. Ad Aquino dicono sia nato lì e questo perché i conti D’Aquino erano proprietari di una vasta zona che includeva, oltre Roccasecca, anche Aquino dove, tra l’altro, vi è la santa reliquia della costola più prossima al cuore del Santo donata dall’arcivescovo di Tolosa.
Monte San Giovanni Campano: dove Tommaso ha sofferto l’onta della prigionia dal 1244 al 1245 per mano della sua stessa famiglia e allo scopo di distoglierlo dalla vocazione religiosa. Secondo la tradizione durante questo periodo, i suoi fratelli introdussero nella sua stanza una giovane donna saracena discinta e provocante, ma il santo la scacciò con un tizzone ardente. In seguito a questa prova cadde in un sonno profondo, durante il quale gli comparvero in sogno due angeli, che lo cinsero con il cordone della castità, liberandolo per sempre dagli istinti sessuali, affinché potesse dedicarsi completamente agli studi teologici.santommaso
In seguito il santo sfuggì alla prigionia calandosi con una corda da una finestra sul lato del castello sovrastante la chiesa di Santa Margherita.
La stanza della prigione del santo è raffigurata in modo molto simile al reale nella tela San Tommaso d’Aquino confortato dagli angeli del pittore spagnolo Diego Velázquez, conservata nel Museo diocesano di Orihuela, in Alicante (Spagna).
Maenza: nel cui castello San Tommaso compì il suo primo miracolo e vi riposò nel 1274 mentre era in viaggio verso Lione per raggiungere il Concilio convocato da Gregorio X. Qui si ammalò perdendo l’appetito.
Priverno/Fossanova: ripartito da Maenza dovette di nuovo far sosta. Questa volta presso l’Abbazia di Fossanova dove si concluse la sua vita terrena. A Priverno, nella concattedrale, si trova conservato il suo cranio.
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