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montagna Archivi - Itinarrando

15 – 16 settembre in Abruzzo tra Rocca Calascio e Campo Imperatore. Trekking d’Abruzzo.

By | Cultura, Natura | No Comments
15 e 16 settembre ore 9,30:
*trasporto con mezzo proprio/condivisione auto/posti.
*Termine prenotazioni fissato a 25 posti e 9 settembre con versamento quota anticipato*
INFO PRENOTAZIONI: 380 765 18 94.
Rocca Calascio – Campo Imperatore trekking D’Abruzzo.
Due giorni, due tappe da 20 km circa.
– Appuntamento sul posto (viene comunicato in fase di prenotazione) ore 9,30.
– Appuntamenti intermedi:
– Frosinone ore 7,00 Madonna della Neve – Bar Cinzia.
– Sora ore 7,20 Basilica di San Domenico.
Il primo giorno: punto d’arrivo – Rocca Calascio con pernottamento e prima colazione a Rocca Calascio,
con passaggio nello splendido borgo di Santo Stefano di Sessanio, per chi vorrà la possibilità di risalire e guardare il tramonto da Rocca Calascio.
Il secondo giorno partenza all’alba: passaggio a Castel Del Monte e poi salita al Monte Bolza e Cima di Monte Bolza (1904 – 1927 m) con affacci panoramici incredibili su Campo Imperatore, sul Gran Sasso, il Monte Camicia e il Monte Prena. Arrivo al Rifugio Racollo con fine trekking.
*pernottamento in camerata da 16.
Per sistemazioni differenti previsto supplemento.
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Dati tecnici:
1 giorno:
D+ 500 M – D- 500 m
Difficoltà: E
Lunghezza percorso: 19 km
Punti di interesse: Santo Stefanio di Sessanio, Rocca Calascio, Santa Maria del Monte.
2 giorno:
D+ 900 m – D- 800 m
Difficoltà: E
Lunghezza percorso: 20 km
Punti di interesse: Castel del Monte, Lago di Calascio, Monte Bolza/Cima di Bolza, Piana san Marco, Campo Imperatore, Rifugi.
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Cosa portare:
Scarponcini da trekking obbligatori, bastoncini da trekking, zaino, snack, pranzo al sacco, acqua (1,5 L), cappellino, occhiali da sole, crema, giacca antivento, giacca antipioggia, magliette di ricambio, cambio per la notte.
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* La quota verrà restituita in caso di annullamento iniziativa da parte dell’associazione.
In caso di prenotazione si considera completa la prenotazione fatta con versamento quota, chi versa la quota ha precedenza sulla prenotazione “formale”.
Se ci si ritira dalla prenotazione la quota viene restituita se il ritiro avviene entro il 9 settembre, entro tale data si dovrà provvedere a trovare sostituto.
*Per partecipare si deve essere o diventare soci dell’Associazione Culturale Itinarrando.
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24.02: Da Pian della Faggeta e Monte Semprevisa, tetto dei Lepini (1536 metri).

By | Natura | No Comments
Sabato 24 febbraio, ore 9,30 escursione sul Monte Semprevisa (1536 metri) tetto dei Lepini da Pian Della Faggeta (Carpineto Romano).
Con ViviCiociaria e Itinarrando, Info e prenotazione 380 765 18 94
camminando con Rocco Reame tra storie e racconti di montagna.
*Obbligo tassativo di scarpe da trekking.
Escursione dai panorami spettacolari, tra il verde dei Lepini e poco distante l’azzurro del mare con il profilo del Circeo.
Saliremo tra boschi di faggi, ci perderemo tra gli odori del sottobosco vivendo appieno l’esperienza escursionistica del gruppo.
* A tutti i partecipanti verrà data la nostra “Degustautina”, il sacchetto con prodotti tipici del Lazio Meridionale da utilizzare come snack.
* A tutti i partecipanti verrà data la cartina con traccia del sentiero percorso.
Cosa portare: scarpe da trekking, zaino, pranzo al sacco, snack, acqua (almeno 1,5 litri), bastoncini da trekking (facoltativi ma preferibile), giacca antivento, giacca antipioggia, guanti, cappello, occhiali da sole, vestiario a strati, macchina fotografica (facoltativa).
*Tutto la giornata sarà in costante collegamento radio con RadioReteMontana – 8.16 e tracciata tramite sistema GPS.
Dati tecnici:
Dislivello: 805 metri
Tempo totale, escluso soste: 5 h (andata e ritorno)
Difficoltà: E (escursionistica, non particolare allenamento ma abitudine a camminare su sentieri di montagna, l’escursione non presenta passaggi su lati esposti) EAI in caso di neve (alcuni punti innevati, salita senza racchette con sporadica presenza di innevamento).
*La partecipazione è riservata ai soci di Ass.Culturale Itinarrando per diventarlo contattare il 380 765 18 94. La tessera ha contributo di 5 euro e dà copertura assicurativa UNIPOL e accesso a tutte le convenzioni nazionali con Federazione nazionale CAPIT.
*Il contributo di giornata è di 7 euro.
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20/08: Escursione sui Monti Lepini con ViviCiociaria e Itinarrando, prenotarsi al 380 765 1894.

By | Natura | No Comments

Per partecipare si deve essere soci dell’Ass.Culturale ViviCiociaria e prenotarsi al 380 765 18 94.

lepini 20 aqgostoDomenica 20 agosto, appuntamento ore 8.30 ancora un’escursione in montagna per ViviCiociaria e Itinarrando.  Partenza dal pianoro di Santa Serena, con Rocco Reame e Lucio Gori, di nuovo a collaborare con l’associazione dopo la fortunata escursione di Monte Gemma dei mesi passati, per scoprire storie, sentieri e curiosità delle montagne della Ciociaria.

Questa volta in evidenza vi sarà la seconda delle vette dei verdi Lepini e non solo. Oltre al Monte Malaina con i suoi 1480 metri, poi, vi sarà la visita al faggio con più ampia circonferenza del Lazio, ci dirigeremo sul balcone del Semprevina (quinta vetta dei Lepini) e poi all’Ouso di Passo Pratiglio, la grotta più profonda della regione.

Per partecipare è necessario disporre obbligatoriamente di scarpe da trekking mentre per le dotazioni personali si raccomanda l’utilizzo del cappello, zaino, acqua almeno 2 litri, snack, pranzo al sacco, giacca antivento, giacca antipioggia, bastoncini da trekking per chi ce l’ha.

Ecco le caratteristiche dell’escursione:

Difficoltà: Escursionistica
Dislivello totale: 600 m
Tempo di andata: 3,30 ore
Tempo di ritorno: 1 ora e 30 minuti
Tutto escluso soste.
Distanza: 10 km.

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L’apertura della strada per Campocatino: una storia di uomini, canti e lavoro duro

By | Blog | No Comments
Benassi1— di Alessandro Vigliani —
Luigi Benassi, da Guarcino, è uno degli animatori intelligenti di facebook, di quelli con cui puoi dibattere e imparare sempre qualcosa. Il suo nome è legato a tante foto passate e d’archivio che condivide su tantissimi gruppi di discussione del BassoLazio.
Così, tra le immagini, appartenenti all’archivio De Marchis e di proprietà del Benassi, quel che mi colpisce è una serie di scatti sui lavori per l’apertura della strada che da Guarcino porta a Campocatino, quella – per intenderci – che avremmo percorso mille e mille volte ma che della cui origine ben poco sappiamo. Certo, perché lì – è cosa ovvia lo so – l’asfalto non c’è sempre stato, così come la via che è stata aperta per portare i turisti sopra al “catino”.
Così, incuriosito dalla bellezza delle foto, contatto Benassi. E mi dice che suo padre, Giuseppe Benassi ha tanti anni (105!) ma ricorda tutto, che lì ha lavorato e che i lavori per l’apertura di quella lunga lingua di asfalto sono cominciati intorno al 1935 per concludersi grossomodo negli anni ’40. Che il Benassi senior è stato in un primo momento, per la prima tratta almeno semplice carpentiere, mentre per il secondo tratto assistente della ditta “Del Signore”.
A questo punto Luigi, nel fitto scambio di messaggi, condivide da youtube un’intervista fatta a suo padre Giuseppe nel 2003. C’è un tavolo, ci sono delle persone intorno e l’uomo racconta i lavori di quella “grande opera di ingegneria” – così la chiama – che portarono i lavoratori a tagliare una montagna intera.
Nelle spiegazioni, assai dettagliate e fatte in un ciociaro comprensibile, resto incantato nell’ascoltare di un “biondo” – così lo chiama papà Benassi – che da Le Campore arrivava su al catino con 4 sacchetti di cemento.
La roccia, però, non era dura. E che si scavava, tutto il giorno, ma tutto il giorno cantando. Si cantava tanto, sottolinea Benassi. E forse quell’intonare canti aiutava a non far sentire la stanchezza, il sole e il freddo mentre si saliva, dal km 3 fino al punto di approdo, quel piazzale in cui oggi sorgono ristoranti e altre strutture ricettive.
Una storia particolare, interessante, che racconta vicende importanti di uomini e lavoro e che invita alla consacrazione dell’uomo, del suo genio, del sudore versato per darci oggi ciò che ci appar
e scontato.

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Ma quanti ciociari conoscono la geografia del loro territorio? La risposta è pochi.

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circeomonteviglio

Circeo dal Monte Viglio, Simbruini, Filettino (foto presa in rete da Lucio Gori)

Tutto nasce da una delle tante conflittualità generatesi in rete. Una utente del nostro gruppo FB ViviCiociaria inserisce una foto in cui da Campocatino si vedono le isole pontine e il mare.
Al di là delle digressioni di chi, giustamente, sul fotogramma fa annotazioni di carattere tecnico, la maggior parte dei commenti sono ironici. Alcuni dichiarano impossibile che si possa vedere il mare, altri scherzando ammettono che con qualche litro di vino in più si possa anche osservare il Vesuvio – tra l’altro da alcuni monti della Ciociaria, sì, il Vesuvio si vede.
Il dato preoccupante, ne parliamo anche con l’amico Matteo Oi che segue il gruppo, è che il ciociaro non conosca la geografia del proprio territorio. E se quelli più avvezzi a salire sulle montagne, gli amici di Vico o di Guarcino ad esempio, fanno notare che la vista sul mare oltre a essere possibile è geograficamente scontata, altri non riescono proprio a comprendere di come, salendo a 1800 metri, superando l’altezza dei Lepini (1536 mt altezza massima del Semprevisa) e di Cacume (1095 mt) a una distanza di 100 km circa si possano osservare le isole.
A noi sembra piuttosto sciocco doverlo specificare, perché basterebbe un minimo di logica geografica, senza nemmeno doversi schiodare dalla sedia.
Siamo in presenza, nel caso degli Ernici, ma non solo, stesso discorso valga per i Simbruini o per il massiccio del Cairo, di rilievi che verso il mare non hanno catene più alte a occupare la visibilità e di una distanza di più o meno 100 km che in linea d’aria l’occhio umano riesce a coprire piuttosto bene.
Serve buona visibilità e una giornata nemmeno troppo tersa.
E ovviamente la volontà di muoversi di casa ed essere curiosi.
ROTONARIACIRCEO

Il Circeo da La Rotonaria, Vico Nel Lazio, foto tratta da “Flickr” account: Hive Mind

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