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mare Archivi - Itinarrando

Sabato 3 novembre, ore 8,30, sul Circeo con Itinarrando – ViviCiociaria. Info prenotazioni 380 765 18 94.

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Sabato 3 novembre ore 8,30
per info e prenotazioni 380 765 18 94.
Sul Picco di Circe con Itinarrando – ViviCiociaria
*Obbligo tassativo di Scarpe da Trekking.
*Numero massimo di partecipanti: 20 – 25
appuntamento finale: 8,30 su posto da comunicare in fase di prenotazione.
appuntamenti intermedi:
– Da Roma da definire in fase di prenotazione
– Da Frosinone ore 7,00 Canarino, Via Monti Lepini 114.
—————————————–
Sul Picco di Circe, alla ricerca della Dea Circe, attraverso la Via del Sole.
Un percorso suggestivo e unico che dalla Via del Sole affronterà tutta la salita verso il Picco di Circe con passaggi delicati e non adatti a chi non abbia già confidenza con percorsi esposti.
Non la salita panoramica, non la salita nel bosco, ma una traversata dalla Via del Sole per poi tornare indietro, ripercorrendo per un pezzo gli stessi passi e poi deviare percorrendo la brecciata che porta alla via del sole con affacci unici e panoramici.
Dettagli tecnici:
– Dislivello totale: 900 m
– Sviluppo percorso: 17 km
– Durata prevista: 8 h
– Difficoltà: EE
altitudine massima: 541 m
Cosa portare: scarpe da trekking, bastoncini da trekking. zaino con giacca antivento, giacca antipioggia. Abbigliamento a strati da giacca antivento a felpa (pile) a maglietta. Maglietta di ricambio, copricapo, occhiali, snack, pranzo al sacco, frutta secca.
per partecipare si deve essere soci dell’Associazione Culturale Itinarrando.
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Domenica 5 agosto: Sperlonga di sera, dalle Grotte di Tiberio al centro storico con Itinarrando.

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Domenica 5 agosto ore 17,00 Sperlonga di sera, uno dei borghi più belli d’Italia.
Appuntamento ore 17.00 luogo comunicato in fase di prenotazione.
Appuntamento intermedio ore 15.30 da Frosinone – Canarino – Via Monti Lepini 114.

per ulteriori info, per prenotazione obbligatoria 380 765 18 94 –> sms whatsapp telefono.

Guidati da Linda Contreras:
– Visita dell’area archeologica relativa alla villa e alla grotta dell’-imperatore Tiberio
– Museo archeologico che raccoglie l’affascinante “Odissea di marmo ” proveniente dalla grotta.
– Passeggiata a Sperlonga annoverata tra i “Borghi più belli d’Italia”
– Mare, mare, mare e quindi bagno per chi vuole!

*Per partecipare si deve essere soci o diventarlo dell’Associazione Culturale Itinarrando.

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Se non “sali” a Monte Orlando, la bellezza di Gaeta per intero tu non puoi vederla.

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di Alex Vigliani

Tu la conosci Gaeta? Una delle città più belle d’Italia. La grandezza di questa cittadina che è mare e già sa un po’ di montagna, con gli Aurunci – illusione ottica – a tuffarsi nel suo mare, splendida perla da romanzo e attrice cinematografica con un passato a tratti tragico, un oggi spesso malinconico. Con le sue bandiere logore contrapposte. Quella italiana, per quel che vale, a puntare un orizzonte che Nazione non sa più essere, ammesso che l’abbia mai saputo fare. E un regno, quelle delle Due Sicilie, bandiera bianca ma non di resa, che pone lo sguardo rivolto a un passato che per alcuni non è mai troppo lontano.


Gaeta nel mezzo, presa di qua – presa di là – e ogni tanto travestita a stelle e strisce, contesa nel mezzo, vissuta da turisti di ogni dove e soldati americani, che sa già essere Napoli nei suoi vicoli, nel suo dialetto, nella sua bellezza. Lazio, sì, ma sfido voi a non trovarci già dentro il sole della Campania.
Eppure questa magnifica città tu non potrai mai conoscerla se non sali a Monte Orlando – nemmeno 200 m – poiché è lì, dall’alto, che vivi l’essenza di Gaeta. Guardando il centro storico da posizione predominante, scivolando nei bastioni difensivi dei borbone, strenua difesa fino alla fine del Regno che poi è principio d’Italia unita – e anche questa è storia nazionale.  Ai piedi – e poi dentro – al Mausoleo di Munazio Planco, mitico comandante e politico romano che lontano dal mare aveva trovato il suo Alfa e a Gaeta il suo Omega.
E ancora, camminando tra scorci unici, con il mare negli occhi, con il verde del promontorio nei polmoni giungere alla batteria anulare, entrare e percorrerla. Trovarsi di colpo nel ‘900, in una fortificazione militare utilizzata poi dai tedeschi, nata per essere superata dall’implementazione tecnologica nel campo dell’aviazione.


E allora, solo allora, scendendo da Monte Orlando, percorrendo ancora il sentiero e scendendo verso Gaeta, osservandola da ogni lato come farebbe il più innamorato degli uomini nei confronti d’una donna, ci si potrà tuffare di nuovo nel vociare del centro storico di Gaeta, nella sua storia a tratti moderna e per certi versi cristallizzata. Mangiare la tiella, innamorarsi altre mille e mille volte.

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Ma quanti ciociari conoscono la geografia del loro territorio? La risposta è pochi.

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circeomonteviglio

Circeo dal Monte Viglio, Simbruini, Filettino (foto presa in rete da Lucio Gori)

Tutto nasce da una delle tante conflittualità generatesi in rete. Una utente del nostro gruppo FB ViviCiociaria inserisce una foto in cui da Campocatino si vedono le isole pontine e il mare.
Al di là delle digressioni di chi, giustamente, sul fotogramma fa annotazioni di carattere tecnico, la maggior parte dei commenti sono ironici. Alcuni dichiarano impossibile che si possa vedere il mare, altri scherzando ammettono che con qualche litro di vino in più si possa anche osservare il Vesuvio – tra l’altro da alcuni monti della Ciociaria, sì, il Vesuvio si vede.
Il dato preoccupante, ne parliamo anche con l’amico Matteo Oi che segue il gruppo, è che il ciociaro non conosca la geografia del proprio territorio. E se quelli più avvezzi a salire sulle montagne, gli amici di Vico o di Guarcino ad esempio, fanno notare che la vista sul mare oltre a essere possibile è geograficamente scontata, altri non riescono proprio a comprendere di come, salendo a 1800 metri, superando l’altezza dei Lepini (1536 mt altezza massima del Semprevisa) e di Cacume (1095 mt) a una distanza di 100 km circa si possano osservare le isole.
A noi sembra piuttosto sciocco doverlo specificare, perché basterebbe un minimo di logica geografica, senza nemmeno doversi schiodare dalla sedia.
Siamo in presenza, nel caso degli Ernici, ma non solo, stesso discorso valga per i Simbruini o per il massiccio del Cairo, di rilievi che verso il mare non hanno catene più alte a occupare la visibilità e di una distanza di più o meno 100 km che in linea d’aria l’occhio umano riesce a coprire piuttosto bene.
Serve buona visibilità e una giornata nemmeno troppo tersa.
E ovviamente la volontà di muoversi di casa ed essere curiosi.
ROTONARIACIRCEO

Il Circeo da La Rotonaria, Vico Nel Lazio, foto tratta da “Flickr” account: Hive Mind

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