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lazio Archivi - Itinarrando

Domenica 11 novembre ore 9,00, Anagni sotterranea e non solo. con Itinarrando, 380 765 18 94 info prenotazioni.

By | Cultura | No Comments
Domenica 11 novembre ore 9,00 luogo appuntamento da comunicare in fase di prenotazione.
Termine previsto ore 13.00 con degustazione di prodotti tipici ciociari e laziali.
Per info e prenotazioni 380 765 18 94.
– Appuntamenti intermedi per condivisione auto e posti.
– Frosinone ore 7,45 Distributore Canarino via Monti Lepini 114
– Roma da definire
Anagni sottosopra, Anagni sotterranea e non solo.
Alla scoperta di luoghi ipogei celati dalla vita quotidiana anagnina, quell’Anagni che si conosce meno.
L’altra Anagni è l’Anagni delle cisterne, dei passaggi sotterranei, dei vicoli e dei camminamenti diversi metri sotto il piano di calpestio attuale.
L’altra Anagni è quella delle cantine, dei tunnel scavati per raccogliere l’acqua.
Questo e altro impareremo con la guida turistica Nicoletta Trento, seguendola passo passo in un viaggio incredibile nella città dei papi.
Per partecipare è necessario essere o diventare soci dell’Associazione Culturale Itinarrando.
La partecipazione prevede contributo organizzativo poiché
Itinarrando Associazione Culturale è associazione con sede fisica, autofinanziata e si affida a guida turistiche professionali.
per maggiori info sui contributo contattare il 380 765 18 94.
Abbigliamento consigliato: da città.
Scarpe consigliate: da ginnastica.
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Sabato 3 novembre, ore 8,30, sul Circeo con Itinarrando – ViviCiociaria. Info prenotazioni 380 765 18 94.

By | Cultura, Natura | No Comments
Sabato 3 novembre ore 8,30
per info e prenotazioni 380 765 18 94.
Sul Picco di Circe con Itinarrando – ViviCiociaria
*Obbligo tassativo di Scarpe da Trekking.
*Numero massimo di partecipanti: 20 – 25
appuntamento finale: 8,30 su posto da comunicare in fase di prenotazione.
appuntamenti intermedi:
– Da Roma da definire in fase di prenotazione
– Da Frosinone ore 7,00 Canarino, Via Monti Lepini 114.
—————————————–
Sul Picco di Circe, alla ricerca della Dea Circe, attraverso la Via del Sole.
Un percorso suggestivo e unico che dalla Via del Sole affronterà tutta la salita verso il Picco di Circe con passaggi delicati e non adatti a chi non abbia già confidenza con percorsi esposti.
Non la salita panoramica, non la salita nel bosco, ma una traversata dalla Via del Sole per poi tornare indietro, ripercorrendo per un pezzo gli stessi passi e poi deviare percorrendo la brecciata che porta alla via del sole con affacci unici e panoramici.
Dettagli tecnici:
– Dislivello totale: 900 m
– Sviluppo percorso: 17 km
– Durata prevista: 8 h
– Difficoltà: EE
altitudine massima: 541 m
Cosa portare: scarpe da trekking, bastoncini da trekking. zaino con giacca antivento, giacca antipioggia. Abbigliamento a strati da giacca antivento a felpa (pile) a maglietta. Maglietta di ricambio, copricapo, occhiali, snack, pranzo al sacco, frutta secca.
per partecipare si deve essere soci dell’Associazione Culturale Itinarrando.
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Sabato 2 giugno ore 15.30: Gaeta borbonica con Itinarrando – ViviCiociaria. Per info e prenotazioni 380 765 18 94.

By | Cultura, Natura | No Comments
02 giugno 2018 – Gaeta – Monte Orlando tra fortificazioni borboniche e a picco sul mare al tramonto dalle fortificazioni borboniche all’azzurro del mare con Linda Contreras, guida turistica abilitata per info e prenotazioni 380 765 18 94.
*Trasporto con mezzo proprio/condivisione auto/posto in auto associative.
Appuntamento ore 15.30 a Gaeta – maggiori info in fase di prenotazione.
Appuntamenti intermedi:
Frosinone – Distributore Autolavaggio Canarino via Monti Lepini 114 ore 13.30.
Roma – Q8 Anagnina ore 13.30 – Referente Francesco Procopio.
Tra le fortificazioni borboniche di Gaeta città e perla del Lazio Meridionale uno degli ultimi baluardi a cadere durante la battaglia per l’Unità D’Italia. Un pezzo di storia raccontata poco, raccontata male, affrontata a passo lento dietro le spiegazioni della guida turistica abilitata Linda Contreras.
Un percorso, quello di Monte Orlando, panoramico e da affrontare con scarpe da trekking o da ginnastica.
Il percorso prevede:
– scorci naturalistici
– fortificazioni borboniche
– antica piazzaforte di Gaeta
– la batteria anulare, massiccio difensivo sotterraneo
– il mausoleo di Lucio Munazio Planco (solo esterno)
– polveriere borboniche
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Se non “sali” a Monte Orlando, la bellezza di Gaeta per intero tu non puoi vederla.

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di Alex Vigliani

Tu la conosci Gaeta? Una delle città più belle d’Italia. La grandezza di questa cittadina che è mare e già sa un po’ di montagna, con gli Aurunci – illusione ottica – a tuffarsi nel suo mare, splendida perla da romanzo e attrice cinematografica con un passato a tratti tragico, un oggi spesso malinconico. Con le sue bandiere logore contrapposte. Quella italiana, per quel che vale, a puntare un orizzonte che Nazione non sa più essere, ammesso che l’abbia mai saputo fare. E un regno, quelle delle Due Sicilie, bandiera bianca ma non di resa, che pone lo sguardo rivolto a un passato che per alcuni non è mai troppo lontano.


Gaeta nel mezzo, presa di qua – presa di là – e ogni tanto travestita a stelle e strisce, contesa nel mezzo, vissuta da turisti di ogni dove e soldati americani, che sa già essere Napoli nei suoi vicoli, nel suo dialetto, nella sua bellezza. Lazio, sì, ma sfido voi a non trovarci già dentro il sole della Campania.
Eppure questa magnifica città tu non potrai mai conoscerla se non sali a Monte Orlando – nemmeno 200 m – poiché è lì, dall’alto, che vivi l’essenza di Gaeta. Guardando il centro storico da posizione predominante, scivolando nei bastioni difensivi dei borbone, strenua difesa fino alla fine del Regno che poi è principio d’Italia unita – e anche questa è storia nazionale.  Ai piedi – e poi dentro – al Mausoleo di Munazio Planco, mitico comandante e politico romano che lontano dal mare aveva trovato il suo Alfa e a Gaeta il suo Omega.
E ancora, camminando tra scorci unici, con il mare negli occhi, con il verde del promontorio nei polmoni giungere alla batteria anulare, entrare e percorrerla. Trovarsi di colpo nel ‘900, in una fortificazione militare utilizzata poi dai tedeschi, nata per essere superata dall’implementazione tecnologica nel campo dell’aviazione.


E allora, solo allora, scendendo da Monte Orlando, percorrendo ancora il sentiero e scendendo verso Gaeta, osservandola da ogni lato come farebbe il più innamorato degli uomini nei confronti d’una donna, ci si potrà tuffare di nuovo nel vociare del centro storico di Gaeta, nella sua storia a tratti moderna e per certi versi cristallizzata. Mangiare la tiella, innamorarsi altre mille e mille volte.

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Cronaca di una serata a Vico Nel Lazio.

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01— di Alessandro Vigliani
Venerdì 14 luglio, ore 20,30 la luce del giorno scende, sopra La Monna s’accalcano minacciosi nuvoloni neri che sembrano far presagire pioggia a scrosci e temporali. Qualche goccia sparuta cade sulle persone in attesa al banchetto.
In piazza 24 maggio uno dietro l’altro arrivano i soci di ViviCiociaria. Più di 100, che han deciso di scoprire le Torri di Vico sotto le stelle in una notte di mezza estate.
Purtroppo per la siccità, per fortuna per noi, la pioggia non arriva. E allora Nicoletta Trento e Giovanni De Vincentis si prendono la piazza, l’attenzione dei presenti e presentano il borgo di pietra di uno dei luoghi più belli della Ciociaria.
A semicerchio, tutti intorno ad ascoltare le nozioni di Nicoletta, le curiosità di Giovanni circa le sue ricerche sulla cinta muraria di Vico. Tra i presenti ci sono tante persone del luogo, che il borgo lo conoscono, per cui le torri sono di casa, che però non han voluto rinunciare a una (ri)scoperta di Vico sotto l’occhio della promozione turistica.
Tanti i partecipanti da fuori provincia. Una serata che sembra più una festa. Passo dopo passo, Vico nel Lazio si svela silenzioso ad occhi estasiati e stupiti, rapiti dall’incedere lento della visita che permette di respirare, di perdersi nelle atmosfere medievali del borgo.
Siamo in Ciociaria, all’ombra degli Ernici. Chiese, luoghi, portali, scorci suggestivi fanno del percorso uno scrigno di segreti e bellezza amplificata da vicoli in cui nostalgiche insistono figure del passato: donne sedute sugli uscii a prendere il fresco, parlare e stupirsi di così tante persone.
Così l’arrivo al Palazzo del Governatore, lo stabile più bello di Vico Nel Lazio, dove insiste la mostra del maestro Bianchi è il finale degno di una festa cominciata tre ore prima. E che si conclude con sagne e fagioli, con formaggi e oli di Vico, con una degustazione fatta dei prodotti di questa terra. La nostra terra.
Bella Ciociaria, foriera a volte di bellezza spesso di tradite aspettative e sentimenti contrastanti, un’altra serata passata con te è un’altra occasione che nessuno di noi potrà dimenticare, perché tra le tue braccia la notte scorre serena.
Madre, sorella, amante spesso dallo spigoloso cipiglio. Fedele compagna di viaggio che a volte dà, a volte toglie, ma che pur sempre alberga in fondo al cuore.
Grazie Vico!
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Domenica 21 maggio: il parco letterario di Pico, il borgo e il castello. Evento gratuito. Per partecipare contattare il 380 765 18 94.

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pico
Domenica 21 maggio, ore 9.30, l’associazione culturale ViviCiociaria e il gruppo Itinarrando saranno di turno a Pico per un evento gratuito, quello del Parco Letterario, organizzato dall’amministrazione comunale.
All’interno dello stesso, con la partecipazione di ViviCiociaria, visita al borgo e al Castello di Pico con degustazione prodotti tipici per una giornata dedicata all’accoglienza, alla promozione del territorio e alla bellezza di uno dei borghi più belli d’Italia. Per partecipare c’è bisogno comunque di prenotare per permettere agli organizzatori di prepararsi al meglio. Il numero è sempre il 380 765 18 94.
Pico, così, si svelerà ai partecipanti alla giornata in tutta la sua bellezza che narra di un luogo in cui Tommaso Landolfi, tra i più stimati autori nazionali, componeva versi. Quel borgo che oggi lascia intatte le testimonianze dell’autore e di una storia spesso avvolta nel mistero che rende l’abitato ancor più suggestivo.
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Sabato 6 maggio, visita guidata alla Certosa di Trisulti con apertura straordinaria della biblioteca monumentale. Info e prenotazioni 380 765 18 94.

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06 maggio certosa copy (1)
Sabato 6 maggio, Certosa di Trisulti, ore 9.00.
info e prenotazioni: 380 765 18 94.
La Certosa di Trisulti: quante volte l’abbiamo vista? Ma quante volte possiamo aver detto di averla davvero conosciuta e vissuta? Una visita dal carattere davvero eccezionale con apertura soltanto per noi della Biblioteca Monumentale oltre agli spazi spesso meno visitabili di uno dei simboli della Ciociaria nel mondo.
Visiteremo il monastero e l’eremo di San Domenico nonché la Madonna delle Cese per una mezza giornata che si concluderà con un conviviale pranzo al sacco insieme con qualche solita specialità ciociara che metteremo a disposizione dei partecipanti.
Per l’evento vi consigliamo scarpe da ginnastica, da camminata o da trekking.
Visita guidata affidata a Pietro Antonucci
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Il Sator: il quadrato magico della Certosa di Trisulti.

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satorEntrando nella zona della farmacia, chissà quanti, tra turisti e viandanti c’avranno fatto caso. Tra gli affreschi, misteriosi e a volte inquietanti del forse alchimista Filippo Balbi, su un muro, ad angolo, subito al di sotto di una figura presumibilmente di fantasia (l’abante) – dalle sembianze taurine o caprine, con un ramarro verde sul petto, una coda che gli spunta dalla barba e un’altra zampa caprina sulla spalla – si trova lui: Il quadrato del Sator, quadrato magico che ad oggi rappresenta la più famosa struttura palindroma ritrovata in diverse parti del mondo. Dalla Mesopotamia, all’Egitto, dall’Inghilterra all’Ungheria. Da secoli capace di attrarre gli studiosi a causa del suo misterioso fascino, causa anche dell’incertezza circa il significato.
Si tratta di una frase in lingua latina – SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS – che può essere letta in entrambi i sensi, come ve ne sono tante altre. La sua singolare caratteristica, però, è che, essendo formata da cinque parole di cinque lettere ciascuna, è possibile iscrivere la stessa frase in un quadrato di 5 x 5 caselle all’interno del quale la frase può essere letta in quattro direzioni possibili: da sinistra verso destra, e viceversa, oppure dall’alto verso il basso, e viceversa.
Le origini del quadrato, tanto quanto il significato, sono piuttosto misteriose. Per molto tempo si è creduto che lo stesso avesse radici nel medioevo poiché non vi erano stati ritrovamenti databili a prima del IX secolo. Poi nel 1868 uno scavo archeologico tra le rovine di Corinium in Inghilterra portò alla luce l’iscrizione sull’intonaco pur apparendo in versione speculare quindi con Rotas.
Ad oggi le testimonianze più antiche portano direttamente tra i resti di Pompei dove nel 1925 e nel 1936 vennero rinvenuti esempi del suddetto quadro.
Sator Arepo Tenet Opera Rotas. Latino, certo. Tuttavia il termine AREPO non è strettamente latino. Alcune idee su tale parola fanno riferimento alle Gallie e nei dintorni di Lione ove esisteva un tipo di carro celtico che era chiamato arepos: si suppone allora che la parola sia stata latinizzata in arepus con funzione di ablativo strumentale.
La traduzione, quindi, porterebbe a: Il seminatore, con il carro, tiene con cura le ruote, della quale si cerca di chiarire il senso intendendo il riferimento al seminatore come richiamo al testo evangelico, sotto interpretazione di Jerome Carcapino.
Una interpretazione più semplice considera “Arepo”, invece, come nome proprio, da cui il significato diviene: Arepo, il seminatore, tiene con maestria l’aratro.
Di più. Nel quadrato di Trisulti, lo stesso Balbi ha aggiunto in calce “Ma il cambiar di natura è impresa troppo dura”, frase che apre ad altri e suggestivi misteri, tenuto conto degli altri affreschi dell’artista e della vita dello stesso ammantata di un’ulteriore incredibile velo di mistero che aggiunge fascino alla bellezza eterna, senza tempo, della Certosa di Trisulti.
Fonti:
Angolo di Hermes
Tesori del Lazio
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Domenica 2 aprile con Itinarrando & ViviCiociaria: nella caldera del vulcano laziale: tra Nemi e Castel Gandolfo, di laghi, borghi e vulcani. Per info e prenotazioni 380 765 18 94.

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lagoPer info e prenotazione obbligatoria: 380 765 18 94, domenica 2 aprile con Itinarrando & ViviCiociaria nella caldera del vulcano laziale, oggi uno dei luoghi più belli di tutto il Lazio.
Siamo nella zona dei castelli romani, spartiacque tra la cosiddetta un tempo campagna romana o Ciociaria e l’urbe eterna.
Da un lato Castel Gandolfo, la sua storia particolare, residenza papale e luogo di pace che sovrasta il placido lago di Albano sotto cui dorme la caldera del vulcano laziale.
Con Marco Occhipinti, geologo e nostro associato, vi sarà spazio per nozioni e notizie, passo dopo passo, su un vulcano considerato ancora attivo e, per questo, costantemente monitorato.
Attraverso una strada panoramica ci sposteremo con le auto percorrendo un itinerario AUTO-TURISTICO sicuramente degno di nota, raggiungendo così la poco distante e splendida Nemi del rituale del “bosco sacro”, affacciata su un più piccolo, ma pur sempre stupendo, lago sulle cui sponde insiste il museo delle navi romane.
Entrambi i borghi saranno visitati con la guida turistica Maria Strangolagalli. Pranzo a Nemi, per chi vuole a menù turistico in un ristorante, altrimenti al sacco o altrove.
Nel pomeriggio scenderemo al lago di Nemi, da lì visiteremo il Museo delle Navi e percorreremo il periplo del bacino per intero.
L’evento è riservato ai soci dell’Associazione Culturale ViviCiociaria per sapere come iscriversi contattare lo stesso numero: 380 765 18 94.
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Alla scoperta dei Monti Lepini, Santa Serena e Monte Gemma con ViviCiociaria

By | Natura | No Comments
19 febbraioDomenica 19 febbraio, alla scoperta dei Monti Lepini: Santa Serena e Monte Gemma.
Per partecipare è necessario dotarsi di scarpe da trekking, zainetto con acqua, snack, pranzo al sacco, mantellina antipioggia, giacca a vento, guanti all’uso, cappellino per il sole.
Ciociaria. Cosa sarebbe senza le sue montagne? Un luogo anonimo, senza storia. Perché è tra quelle valli strette tra le vette che si è sviluppata la storia delle genti che hanno abitato fin dall’alba dei tempi questa terra. E i Monti Lepini, monti venuti dal mare, nascondono mille e più segreti.
Ecetra, immaginifica città sepolta, scomparsa, mai più ritrovata si nasconde tra i verdi declivi Lepini consegnata alla leggenda e all’avida voglia di conoscenza dei ricercatori.
Così, domenica 19 febbraio, il nostro viaggio all’interno della Ciociaria ci porterà a Santa Serena e sul sentiero che inerpicandosi giunge in vetta al Monte Gemma. Non con il piglio dell’agonista alla ricerca della punta sommitale, non con il passo dello sportivo che vuol mettersi alla prova. Il ritmo del nostro cammino sarà quello dettato dal racconto di pietre, storie, testimonianze di vita di un mondo così tanto distante a cui torniamo nello stile della nostra associazione che guida alla riscoperta del nostro territorio e delle sue particolarità.
Anche i sassi hanno storie da raccontare. E non solo i ben noti massi megalitici in opera poligonale, anche quelli dei Lepini, che se si ha fortuna, osservandoli, possono narrare età distanti milioni di anni.
Per partecipare, ovviamente, si deve prenotare al 380 765 18 94 ed essere tesserati. Si può fare richiesta per entrare nella nostra associazione, l’iscrizione per chi partecipa agli eventi è gratuita.

 

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