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Guarcino Archivi - Itinarrando

Sabato 19 gennaio ore 9,00 con Itinarrando, ciaspolando a Campocatino (Guarcino, Fr) tra Pozzotello e Campovano

By | Natura | No Comments

Sabato 19 gennaio ore 9,00 –
Ciaspolando a Campocatino (Guarcino, FR) tra il Pozzotello e Campovano
con Itinarrando – ViviCiociaria.
dettagli e prenotazioni al 380 765 18 94.
*Possibilità di noleggio ciaspole in loco.
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appuntamenti:
ore 9,00 – luogo finale da comunicare in fase di prenotazione
ore 7,30 – Frosinone – Bar Cinzia Madonna della Neve
– Roma – Orario da definire in base a prenotazioni
– Latina – Orario da definire in base a prenotazioni
*Obbligo scarpe da trekking.
* Possibilità noleggio ciaspole.
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Possibilità (facoltativo) pranzo presso Hotel Eden:
Polenta spuntature e salsicce
Vino a mescita
e acqua
15 euro.
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Dati Tecnici:*
Dislivello: 300 m
Sviiluppo percorso: 8 km
Difficoltà: escursionistico in ambiente innevato (media)
*A seconda di presenza di ghiaccio si potrà decidere di modificare l’itinerario a insindacabile giudizio dei referenti dell’associazione.
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Abbigliamento e accessori:
Scarpe da trekking (Obbligatorie)
Bastoncini da trekking (Consigliati SEMPRE)
Luce frontale (presidio d’emergenza che può SEMPRE tornare utile).
Zaino con acqua (1,5 L), giacca antivento, giacca antipioggia, pile, maglietta di ricambio, guanti di lana, cappello di lana, occhiali da sole.
Abbigliamento a strati da giacca antivento a pile a maglietta termica.
Alimentazione: snack, frutta secca, pranzo al sacco.
Accessori di supporto: macchina fotografica, binocolo.
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Per partecipare è necessario essere o diventare soci dell’Associazione Culturale Itinarrando anno 2019 (5 euro),
la tessera dà accesso alle convenzioni presenti sul sito www.itinarrando.com alla voce CONVENZIONI, dà accesso alle iniziative gratuite solo per i soci ITINARRANDO nonché alla copertura assicurativa UNIPOL con affiliazione alla federazione nazionale CAPIT.
*L’attività proposta prevede un contributo di giornata, l’associazione culturale Itinarrando – ViviCiociaria ha una sede fisica autofinanziata, gestisce una libreria del territorio consultabile da tutti gli associati tutti i giorni, promuove attività con ospiti nazionali e non e partecipa a progetti per la salvaguardia dell’ambiente e del territorio.
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Il caso Guarcino: per la prima volta in due anni, per Itinerari del Mistero una chiesa resterà chiusa.

By | Blog | No Comments
Chiariamo subito. Itinerari del Mistero a Guarcino si farà. Questa sera, 9 agosto ore 19,00.
Sgomberiamo il campo da dubbi.
Ora il caso. Chiesa di San Michele, Guarcino.
E dire che gli auspici erano stati ottimi con Giancarlo Pavat – esperto di simbologie e autore di libri – che aveva “decodificato” nel corso del sopralluogo di qualche giorno fa i due Santi riprodotti in altrettanti affreschi apposti all’entrata della Chiesa micaelica.
In due anni non ci era mai capitato. Noi di Itinarrando – Viviciociaria insieme a Il Punto del Mistero e al Mistery Team abbiamo portato tantissime persone in molti borghi della Ciociaria e non solo, troupe televisive e nomi più o meno noti dell’ambiente misterico e culturale. Da quel 21 giugno 2016 in cui a Ceccano si presentarono 250 persone ne è passata tanta di acqua sotto i ponti di Itinerari del Mistero, ma mai ci era successo di vederci sbarrate le porte di una chiesa.
E dire che abbiamo visitato in notturna l’Auricola e il centro di Amaseno, che abbiamo visitato Ceccano in orario serale con tutte le porte delle chiese aperte. Che nessuno ci ha mai negato l’accesso, chiedendo sempre in modo corretto di non andare oltre una certa ora. L’ultima iniziativa, in ordine cronologico, ha visto addirittura l’apertura del santuario di Bassiano alle 22,00 per opera di un volontario che ha di buon grado accettato di aprire un luogo che merita di essere conosciuto e visitato.
A Guarcino però no, a Guarcino il solerte Don Edoardo ha deciso che l’apertura non poteva esserci oltre le 20,00 nonostante il contatto avuto per via telefonica con il signor Flori, con il quale ci eravamo accordati per un accesso posticipato fino alle 20.30.
Una chiesa, non di certo un museo! Avrebbe tuonato Don Edoardo, dimenticando che sì, i musei hanno orari di chiusura mentre le chiese no, sebbene sia da rispettare – e ci mancherebbe – il buon cuore di chi ne permette la visita in orari serali.
E dire che vi è stato anche l’interessamento dell’Assessore Falconi che ci ha fornito il contatto con il signor Flori, il quale – come già detto – si era detto ben disposto a tenere la chiesa aperta – MASSIMO – fino alle 20,30, fornendoci – in quella che era diventata una trattativa – un ottimo compromesso.
A questo punto, dunque, abbiamo contattato Don Edoardo il quale ha rivelato, però di essersi sentito offeso poiché “SCAVALCATO”, peccatori noi di aver chiesto direttamente a Flori e non a Lui (speriamo gradisca la lettera maiuscola), il quale ha sempre continuato a parlare per interposta persona, SCAVALCANDO egli, questo sì, il libero arbitrio del “volontario” – così lo ha chiamato Don Edoardo, anche se poi allo stesso Flori l’appellativo non è piaciuto –  il quale si è ritrovato, comunque, alla faccia delle volontarietà, nella condizione di doversi tirare indietro.
Così a distanza di due anni e per la prima volta ci ritroviamo i battenti serrati di una chiesa per decisione arbitraria di un parroco che ne nega l’accesso come fosse il salotto di casa propria alla faccia dei visitatori e di possibilità turistiche che – evidentemente – non interessano a Don Edoardo, abituato a guardare sempre e soltanto il proprio – ne deduco, ci mancherebbe – florido giardino.
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La bellezza delle sorgenti del Cosa e il verde degli Ernici, l’oasi di Guarcino.

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di Alex Vigliani

In attesa dell’escursione di sabato 19 maggio ore 8,30 alle Sorgenti del fiume Cosa e dell’Eremo di Sant’Agnello con Itinarrando e ViviCiociaria, per info e prenotazioni contattare il 380 765 18 94, una piccola anticipazione di quello che sarà il percorso che ci attende.
Come entrare in un luogo segreto. Come tuffarsi a testa in giù dentro un antro e ritrovarsi di colpo in un posto neanche lontanamente immaginato, perché pensare che a pochi chilometri da un centro abitato ci sia un luogo fitto di rupi e di rocce, è cosa assai strana.
Uno strappo netto rispetto alla quotidianità, seppur più pacata di Guarcino, è il raggiungere il sentiero che in breve tempo porta all’Eremo di Sant’Agnello prima e poi risale le sorgenti di quel fiume, il Cosa, che nasce dalle pendici de La Monna a 1185 m e percorrendo mezza Ciociaria si tuffa nel Sacco.

Il sentiero, bello e abbastanza impegnativo, si incunea nel bosco mentre scrosciante il fiume corre tra le gole cantando la sua musica che sa di boschi, di fresche faggete, di odori e suoni di montagna antica con mille storie da raccontare.
Il Cosa, detto in modo sbagliato fiume Acquosa, e un torrente che emoziona se solo si pensa al suo percorso fatto di storie umane, di utilizzi dell’acqua per produzione fino a sgorgare rigoglioso nelle tante fonti erniche sempre ricche e generose.
Il percorso è una delle tante vie della transumanza presente nel territorio ciociaro. D’un tratto una corda aiuta a superare una breve paretina rocciosa chiamata “morra della celletta”, nome curioso che scopriamo attenersi a storie di uomini e donne.
Superato il passaggio il percorso si fa sempre più interessante, d’una bellezza paesaggistica e naturalistica che lascia senza fiato. La salita è decisa ma mai fin tanto impegnativa da non permettere a chiunque di salire nel bosco e godere appieno del sentiero, tracciato dal CAI e sempre abbastanza evidente.


Il fiume si guada un paio di volte ma senza problemi, i passaggi sono strategici affinché non ci si debba inzaccherare più di tanto gli scarponi. Ancora una corda per sorreggersi e ancora un altro passaggio interessante per giungere poi alle sorgenti di CapoCosa. Di qui il sentiero si divide. Una parte continua verso i 1957 m de La Monna, un altro tornando indietro ad anello attraverso il bosco fino a quando le fronde non si diradano aprendo la vista all’abitato di Guarcino.
Un percorso non troppo difficile, assolutamente piacevole e carico di bellezze, alla scoperta del fiume Cosa e delle sue sorgenti nonché della pace dell’eremo di Sant’Agnello.

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23.08. Guarcino sotto le stelle. Trekking urbano nella cittadella medievale di Guarcino (FR).

By | Cultura | No Comments

guarcino 23 agosto2Prenotate al 380 765 18 94.

A Guarcino sotto le stelle della Ciociaria, ore 19.30, tra le pieghe medievali di una delle cittadelle meglio conservate della nostra terra.
La bellissima e valorosa Guarcino sotto la lente di ingrandimento del trekking urbano di ViviCiociaria e Itinarrando. Accompagnati da Luigi Benassi (memoria storica del luogo) e Nicoletta Trento (Guida turistica) anche questa volta saremo capaci di stupirvi.

Al termine degustazione di amaretti e prodotti tipici ciociari.

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L’apertura della strada per Campocatino: una storia di uomini, canti e lavoro duro

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Benassi1— di Alessandro Vigliani —
Luigi Benassi, da Guarcino, è uno degli animatori intelligenti di facebook, di quelli con cui puoi dibattere e imparare sempre qualcosa. Il suo nome è legato a tante foto passate e d’archivio che condivide su tantissimi gruppi di discussione del BassoLazio.
Così, tra le immagini, appartenenti all’archivio De Marchis e di proprietà del Benassi, quel che mi colpisce è una serie di scatti sui lavori per l’apertura della strada che da Guarcino porta a Campocatino, quella – per intenderci – che avremmo percorso mille e mille volte ma che della cui origine ben poco sappiamo. Certo, perché lì – è cosa ovvia lo so – l’asfalto non c’è sempre stato, così come la via che è stata aperta per portare i turisti sopra al “catino”.
Così, incuriosito dalla bellezza delle foto, contatto Benassi. E mi dice che suo padre, Giuseppe Benassi ha tanti anni (105!) ma ricorda tutto, che lì ha lavorato e che i lavori per l’apertura di quella lunga lingua di asfalto sono cominciati intorno al 1935 per concludersi grossomodo negli anni ’40. Che il Benassi senior è stato in un primo momento, per la prima tratta almeno semplice carpentiere, mentre per il secondo tratto assistente della ditta “Del Signore”.
A questo punto Luigi, nel fitto scambio di messaggi, condivide da youtube un’intervista fatta a suo padre Giuseppe nel 2003. C’è un tavolo, ci sono delle persone intorno e l’uomo racconta i lavori di quella “grande opera di ingegneria” – così la chiama – che portarono i lavoratori a tagliare una montagna intera.
Nelle spiegazioni, assai dettagliate e fatte in un ciociaro comprensibile, resto incantato nell’ascoltare di un “biondo” – così lo chiama papà Benassi – che da Le Campore arrivava su al catino con 4 sacchetti di cemento.
La roccia, però, non era dura. E che si scavava, tutto il giorno, ma tutto il giorno cantando. Si cantava tanto, sottolinea Benassi. E forse quell’intonare canti aiutava a non far sentire la stanchezza, il sole e il freddo mentre si saliva, dal km 3 fino al punto di approdo, quel piazzale in cui oggi sorgono ristoranti e altre strutture ricettive.
Una storia particolare, interessante, che racconta vicende importanti di uomini e lavoro e che invita alla consacrazione dell’uomo, del suo genio, del sudore versato per darci oggi ciò che ci appar
e scontato.

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