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gaeta Archivi - Itinarrando

Sabato 2 giugno ore 15.30: Gaeta borbonica con Itinarrando – ViviCiociaria. Per info e prenotazioni 380 765 18 94.

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02 giugno 2018 – Gaeta – Monte Orlando tra fortificazioni borboniche e a picco sul mare al tramonto dalle fortificazioni borboniche all’azzurro del mare con Linda Contreras, guida turistica abilitata per info e prenotazioni 380 765 18 94.
*Trasporto con mezzo proprio/condivisione auto/posto in auto associative.
Appuntamento ore 15.30 a Gaeta – maggiori info in fase di prenotazione.
Appuntamenti intermedi:
Frosinone – Distributore Autolavaggio Canarino via Monti Lepini 114 ore 13.30.
Roma – Q8 Anagnina ore 13.30 – Referente Francesco Procopio.
Tra le fortificazioni borboniche di Gaeta città e perla del Lazio Meridionale uno degli ultimi baluardi a cadere durante la battaglia per l’Unità D’Italia. Un pezzo di storia raccontata poco, raccontata male, affrontata a passo lento dietro le spiegazioni della guida turistica abilitata Linda Contreras.
Un percorso, quello di Monte Orlando, panoramico e da affrontare con scarpe da trekking o da ginnastica.
Il percorso prevede:
– scorci naturalistici
– fortificazioni borboniche
– antica piazzaforte di Gaeta
– la batteria anulare, massiccio difensivo sotterraneo
– il mausoleo di Lucio Munazio Planco (solo esterno)
– polveriere borboniche
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Se non “sali” a Monte Orlando, la bellezza di Gaeta per intero tu non puoi vederla.

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di Alex Vigliani

Tu la conosci Gaeta? Una delle città più belle d’Italia. La grandezza di questa cittadina che è mare e già sa un po’ di montagna, con gli Aurunci – illusione ottica – a tuffarsi nel suo mare, splendida perla da romanzo e attrice cinematografica con un passato a tratti tragico, un oggi spesso malinconico. Con le sue bandiere logore contrapposte. Quella italiana, per quel che vale, a puntare un orizzonte che Nazione non sa più essere, ammesso che l’abbia mai saputo fare. E un regno, quelle delle Due Sicilie, bandiera bianca ma non di resa, che pone lo sguardo rivolto a un passato che per alcuni non è mai troppo lontano.


Gaeta nel mezzo, presa di qua – presa di là – e ogni tanto travestita a stelle e strisce, contesa nel mezzo, vissuta da turisti di ogni dove e soldati americani, che sa già essere Napoli nei suoi vicoli, nel suo dialetto, nella sua bellezza. Lazio, sì, ma sfido voi a non trovarci già dentro il sole della Campania.
Eppure questa magnifica città tu non potrai mai conoscerla se non sali a Monte Orlando – nemmeno 200 m – poiché è lì, dall’alto, che vivi l’essenza di Gaeta. Guardando il centro storico da posizione predominante, scivolando nei bastioni difensivi dei borbone, strenua difesa fino alla fine del Regno che poi è principio d’Italia unita – e anche questa è storia nazionale.  Ai piedi – e poi dentro – al Mausoleo di Munazio Planco, mitico comandante e politico romano che lontano dal mare aveva trovato il suo Alfa e a Gaeta il suo Omega.
E ancora, camminando tra scorci unici, con il mare negli occhi, con il verde del promontorio nei polmoni giungere alla batteria anulare, entrare e percorrerla. Trovarsi di colpo nel ‘900, in una fortificazione militare utilizzata poi dai tedeschi, nata per essere superata dall’implementazione tecnologica nel campo dell’aviazione.


E allora, solo allora, scendendo da Monte Orlando, percorrendo ancora il sentiero e scendendo verso Gaeta, osservandola da ogni lato come farebbe il più innamorato degli uomini nei confronti d’una donna, ci si potrà tuffare di nuovo nel vociare del centro storico di Gaeta, nella sua storia a tratti moderna e per certi versi cristallizzata. Mangiare la tiella, innamorarsi altre mille e mille volte.

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Venerdì 1 giugno ore 20,30: escursione notturna su Monte Cacume con spaghettata al rifugio. per info e prenotazioni 380 765 18 94.

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Venerdì 1 giugno ore 20,00 notturna su Monte Cacume o Caccume e spaghetta al rifugio per info e prenotazioni 380 765 18 94 con Itinarrando – ViviCiociaria.
– Appuntamento ore 20.00 a Patrica – luogo da comunicare in fase di prenotazione.
– Appuntamento intermedio ore 19,15 a Frosinone, Distributore Canarino, Via Monti Lepini 114.
– Appuntamento a Roma da definire e comunicare.
Per il terzo anno consecutivo si torna di notte sopra Monte Cacume con Associazione Culturale Itinarrando – ViviCiociaria, con il supporto di Montasi in Caccume e con il vice sindaco escursionista e nostro amico e socio Angelo Gatti.
E poi spaghettata di “mezzanotte” al rifugio!
Cosa portare: OBBLIGO di scarpe da trekking, OBBLIGO luce frontale e/o torcia, zaino, bastoncini da trekking (consigliati), acqua (1,5), giacca antivento, giacca antipioggia, guanti, scaldacollo, vestiario a strati maglietta – felpa – giacca, macchina fotografica.
Dati tecnici:
Difficoltà: 2/5
Dislivello in salita: 681mt
Quota massima: 1095
Sviluppo percorso: 10 km
Monte Cacume o Caccume vetta che si erge da quasi tutta la provincia di Frosinone e in parte di quella di Latina da ogni parte si guardi, citata da Dante Alighieri nella Divina Commedia, luogo di fontanili, verdi pendii e nella sua forma puntuta – benché l’altitudine modesta – spesso disio di chi avendolo sempre dinanzi non aspetta nient’altro che poterci salire.
Sulla vetta un tempo un castrum, oggi una chiesetta che dona conforto spirituale al camminatore.
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La malinconica e struggente, ma eterna bellezza di Gaeta, resoconto dell’escursione di venerdì 8 dicembre.

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— di Alessandro Vigliani

Gaeta ti accoglie sempre. Non v’è altro posto nel Lazio che non dia l’impressione di avere sempre le sue braccia aperte. Gaeta, per me, per la nostra associazione, vuol dire sorrisi e tanto calore. Qui più volte ci siamo persi nella bellezza di Monte Orlando, negli scorci tipici delle città di mare, in quel richiamo continuo e costante che sa sempre un po’ di Napoli.

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Gaeta. Gaeta. Gaeta. Da ripetere all’infinito con un sospiro, come farebbe il più preso degli innamorati per la donna amata.
Quando giungiamo sul luogo dell’appuntamento ore 14,40 dell’8 dicembre, la “tempesta” è già passata. Le nuvole cariche salutano il mare e si allontanano velocemente lasciando ampi sprazzi di cobalto sopra le nostre teste. Il sole è tenue, ma scalda, il vento scuote le fronde delle palme.
Pina sarà la nostra guida. Quando arriva il benvenuto per me sono grandi sorrisi e abbracci. Dopo poco si parte. Si sale sulla montagna spaccata. E nonostante io ci sia già stato lo scorso anno è ancora come fosse la prima volta, come quando con i miei genitori ci andavo da bambino. Un luogo unico e suggestivo. Gli scorci sono strepitosi, la vista sul mare è degna delle fantasie di un sognatore. Sembra di rapire il volo ai gabbiani, che, però poco più in alto, non curanti continuano a disegnare geometrie nel cielo.

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Il mare è increspato, la spuma negli obiettivi delle nostre macchine fotografiche è una ghiotta preda da fermare, alla ricerca di uno scatto che non vincerà mai un Pulitzer. Semmai qualche volgare “mipiace” in più su qualche social network.
Si riscende e la grotta d’oro poco più avanti è un sogno. Ci illuminiamo gli occhi di tanta bellezza. Bellezza che fa bene al cuore. Qui nacque il dogma dell’Immacolata Concezione. Poco importa che sia una questione tutta umana, o per meglio dire, di decisioni di “uomini di Dio” perché ciò che appare dinanzi a noi è l’arte dell’uomo che si rende eterna.

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Così scivoliamo nella sera, mentre le luminarie prendono la scena. Il gioco di luci è superbo, l’atmosfera nel “bosco delle fate” è di pregio ed effetto. Piace a me, piace ai nostri soci. Ma c’è ancora da muoversi, così ancora un po’ e siamo davanti la “Signora del vento” nave scuola attraccata da qualche giorno nel porto di Gaeta. Foto di gruppo, scatti su scatti e via verso le vie del centro storico. Cattedrale, vicoli, poi via verso la degustazione di olive e Tiella di Gaeta.

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E poi senza sosta, dopo aver salutato Pina, verso le luminarie. In un bagno di luci e atmosfere natalizie che aggiungono ma non pongono assolutamente in secondo piano la bellezza eterna di Gaeta, città simbolo di quello che fu il Regno delle due Sicilie, di ciò che fu l’Italia quando Italia non era.

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08.12 Trek guidato a Gaeta. Dal lungomare alla montagna spaccata fino alla luminarie.

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Gaeta 08
Venerdì 8 dicembre/Ore15,00 a Gaeta Visiteremo:Luminarie/VisitaGuidataMontagnaSpaccata/GrottaDelTurco/GrottaD’oro/CentroStorico/DegustazioneTiellaOliveDiGaeta
Info/Prenotazione: 380 7651894 – 0775 1521585
Organizzazione: Itinarrando/ViviCiociaria
Gaeta è la piccola Napoli del Lazio meridionale. Nei suoi vicoli si respira già quella gioia tipica della città cara alla dea Partenope, mentre i rilievi scivolano lenti verso il mare. A Dicembre è una perla che non può non essere visitata, piena della felicità tipica del Natale, tra luminarie artistiche su cui la città ha deciso di investire, strizzando l’occhio a Salerno.
Il trek guidato dell’Ass.Culturale ViviCiociaria e Ass.Culturale Itinarrando si propone, con una guida turistica abilitata, di salire dal lungomare verso la Montagna Spaccata, conoscerne la storia, quindi spostarci nella Grotta del Turco, poi ridiscendere fino alla Grotta D’oro. Da lì giungere dinanzi la Cattedrale e infine gettarsi nella gioia delle luminarie.
Non prima, però, della degustazione finale a base di tiella e olive di Gaeta.

 

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Di profughi istriani in Ciociaria e BassoLazio e di ciociari infoibati.

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esulegiuliana“Come vorrei essere un albero che sa dove nasce e dove morità” cantava così Sergio Endrigo, nato a Pola e costretto a lasciar la sua terra nel 1947 in una canzone talmente struggente da farsi carne.
Il dramma degli infoibati, quelli che non videro futuro, il dramma degli esuli, quelli che il futuro lo cercarono lasciando purtroppo la terra natia consacrata al suolo italico, ma di colpo non più del Belpaese.  
Siamo nel 1945. Epurazioni, occupazioni militari e il passaggio di quelle terre alla Jugoslavia portano tanti italiani a svegliarsi stranieri in casa propria.
Mentre a Bologna, il treno degli esuli, vede lo scherno e il disprezzo di alcuni cittadini che addirittura disperdono gli alimenti destinati agli istriani giuliano dalmati, la Ciociaria come tutto il BassoLazio (Gaeta e Latina in prima fila) si dimostrano terra d’accoglienza.
Uomini, donne, bambini. Intere famiglie vengono sistemate nella struttura delle Fraschette, là dove già alcuni abitanti di quelle zone, ancor prima dell’epopea delle vittime dell’esodo, erano stati “ospitati” durante la guerra, considerati “allogeni” italiani della Venezia Giulia, della Slovenia e della Croazia. Considerati cittadini italiani “diversi”, inseriti dal Fascismo in un dubbio processo di assimilazione.
Imprecisato comunque il numero degli esuli che trovano sistemazione nel campo sito nei pressi di Alatri. Pochi quelli ospitati a Frosinone in zona scalo, molti di più a Latina – nel nuovo quartiere denominato Villaggio Trieste – e a Gaeta che si dimostra realtà capofila nell’accoglienza. Nella città costiera tante le interazioni tra le popolazioni locali e gli esuli, così come anche ad Alatri dove nasce una profonda solidarietà con quelle popolazioni vittime di riflesso degli sconvolgimenti della seconda guerra mondiale.
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Il campo delle Fraschette

 

Dal centro studi cassinati, in merito a quei giorni, la testimonianza di Attilio de Arcangelis originario di Arpino che fatto prigioniero dai tedeschi viene rinchiuso nel carcere di Pola da dove evade nell’aprile del 1945.  Il 14 maggio, però, viene catturato dalla milizia slava. E racconta che dopo un’altra settimana di carcere, il 20 maggio aveva dovuto camminare fino a Fasana per imbarcarsi al mattino presto sulla motocisterna ‘Lino Campanella’. Arrivato nei pressi del canale Area la nave aveva sbattuto contro una mina. Quindi ognuno degli occupanti aveva cercato di salvarsi come poteva. Mentre erano in mare, però, i partigiani titini di scorta li avevano mitragliati ammazzandone una ventina.
Nello stesso articolo, pubblico i nomi di quegli uomini di Ciociaria che hanno condiviso lo stesso triste destino comune a tanti cittadini istriani:
Emilio Adamo, agente di pubblica sicurezza nato a Ripi, arrestato e scomparso il 3 maggio 1945
Adamo Adamo, agente di pubblica sicurezza nato a Ripi, scomparso il 19 maggio 1945
Loreto Massimi, bersagliere, nato a Frosinone, scomparso il 19 maggio 1945
Adriano Raimondo, finanziere, nato a Coreno Ausonio, scomparso tra il ’44 e il ’45.
Angelo dell’Orco, agente di pubblica sicurezza nato ad Alatri, scomparso il 3 maggio 1945.
Gerardo Savo Sardaro, agente di pubblica sicurezza, di Torrice, arrestato e scomparso il 1 maggio del ’45.
Francesco Sperduti, agente di pubblica sicurezza, di Frosinone, soppresso il 14 giugno 1945.
Ruggiero Travaini, bersagliere, nato in provincia di Frosinone, scomparso nei primi giorni del maggio ’45.
Umberto Zaino, agente di pubblica sicurezza, di Broccostella, arrestato e ucciso nel maggio ’45.
Federico D’Acierno, tenente dei carabinieri, di Fondi, scomparso nel maggio del ’45.
Ernesto Ricci, carabiniere, di Sezze, arrestato e scomparso il 3 maggio 1945.
Felice Gavallotti, di Arpino, ingegnere a Udine, scomparso il 2 dicembre del ’44.
Quest’ultimo però figura nella lista degli “scomparsi prima del 1 maggio 1945”.
Articolo: Alex Vigliani
Un ringraziamento a Marco Occhipinti per il supporto.
Fonti:
Le fraschette di Alatri, Mario Costantini – Marilinda Figliozzi
Historiamilitaria.it
http://ricerca.gelocal.it/messaggeroveneto/archivio/messaggeroveneto/2006/03/09/PN_09_SEE1.html
www.diecifebbraio.info
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Il pomeriggio dell’Immacolata con noi a Gaeta, dalla “montagna spaccata” alle luminarie!

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itinarrando-gaeta2Giovedì 8 dicembre, inauguriamo così le feste di questo 2016. Il pomeriggio dell’Immacolata, alla scoperta di una delle città più belle di tutto il BassoLazio.

Un percorso guidato, con appuntamento alle 15.00 in piazza XIX maggio, che ci porterà a visitare la suggestiva montagna spaccata, la grotta del turco, per poi ridiscendere e avventurarci nel cuore di Gaeta fino a giungere all’accensione delle splendide luminarie.

Al termine degustazione con prodotti tipici del BassoLazio e convenzione presso la Pizzeria da Carletto per assaggiare e acquistare la celeberrima tiella di Gaeta.
Per info e prenotazioni 380 765 18 94.

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