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fregellae Archivi - Itinarrando

Sabato 16 febbraio ore 9,30: la maledizione di Fregellae e Fabrateria Nova. Visita Guidata. Con Matteo Zagarola.

By | Cultura, Natura | No Comments
Sabato 16 febbraio ore 9,30
La maledizione di Fregellae e Fabrateria Nova (FR)
mettete “mipiace” alla nostra pagina:
https://www.facebook.com/assculturaleitinarrando/
dettagli e prenotazioni al 380 765 18 94.
Guida Turistica: Matteo Zagarola.
con Itinarrando Arte del Camminare – Ass.Culturale ViviCiociaria.
Con la guida turistica: Matteo Zagarola.
Nel parco archeologico di Fregellae per attraversare insieme la storia della città che fermò l’avanzata di Annibale nel 212 a.C., ma che ebbe il torto di ribellarsi a Roma.
Poi da lì ci sposteremo a Fabrateria Nova, sulle sponde del lago di Isoletta per un’altra pagina dell’affascinante storia del Lazio Meridionale.
*Per partecipare si deve essere o diventare soci dell’Associazione Culturale Itinarrando Arte del Camminare – anno associativo 2019.
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Aquinum ma anche Fregellae e Fabrateria nova, perle dell’archeologia nel Lazio Meridionale.

By | Blog | No Comments
di Alessandro Vigliani
Chiariamo subito. La storia non è una lunga sequela cronologica senza arte né parte, perché a studiarla per date sembra così. Fregellae e Fabrateria così come Frusna poi Frusino sembrano essere passate dall’essere città volsche a municipi romani con la velocità attraverso cui si dà un senso alle date. Non è così. Ai volsci, a questo popolo ancora oggi immaginifico, dobbiamo tanto e diversi secoli di storia e – in parte – di cultura, se è vero come è vero che buona parte della loro storia, del loro sistema sociale, è ancora oggi da comprendere appieno. Il profilo belligerante degli stessi come quello di tutti i popoli pre romani evidenzierebbe a torto un popolo nerboruto dedito più allo sgozzamento di nemici che non alla crescita sociale. Questo errore di costruzione psicologica sembra essere comune a tutti i nemici di Roma, come se Roma fosse capace solo di guerra.
Questo preambolo per dare ai Volsci quel che è dei Volsci quando si parla di antropizzazioni chiaramente precedenti a Roma, quella Roma che spesso sembra essere il punto da cui partire quando si parla di storia.
Aquino fu fondata dai Volsci per poi divenire come altri centri del Lazio meridionale municipio romano col nome di Aquinum, fiorente città poiché posizionata come Fregellae sulla importante via Latina, fondamentale zona di passaggio di merci.
La prima volta che incontriamo Aquinum sulle fonti storiche è il 211 A.C., durante la marcia di Annibale proprio lungo la Via Latina, nello stesso periodo – tra l’altro – la stessa Fregellae fronteggerà Annibale (212 A.C.) in avanzata sulla stessa direttrice.
Il comprensorio archeologico dell’Aquinum romana si trova poco fuori dall’attuale centro abitato di Aquino, tra lo svincolo autostradale di Pontecorvo e la Chiesa di S.Maria della Libera con resti disseminati per la campagna circostante.
La città romana era cinta da mura e da tre laghi in seguito prosciugati. La Via Latina l’attraversava entrando da una porta in direzione di Roma ed uscendo per una porta in direzione di Capua. Tracce dell’antica strada, pavimentata con grossi blocchi lavici, sono ancor’oggi visibili. Di Aquinum oggi sono rimasti tratti di mura in “opus quadratum” e la porta verso Capua, detta di San Lorenzo.
In mezzo ad una ricca vegetazione, che in parte ricopre la città romana, emergono qua e là i resti del teatro, dell’anfiteatro, di edifici termali, del Capitolium con un elegante fregio a metope e triglifi.
Il Capitolium era il santuario urbano dell’ultimo periodo repubblicano di cui resta la parete di fondo con in alto un fregio a metope e triglifi.
Della Porta Romana, accesso alla città per chi veniva da nord, restano enormi massi squadrati di travertino. Del Teatro, della metà del I sec. a.C., rimangono i setti radiali della media cavea in opera quasi reticolata. I resti dell’Anfiteatro, di età augustea, sopravvivono nel basamento di un casolare a ridosso dell’autostrada del Sole. E per finire, lungo il tragitto che ci conduce alla Chiesa di S. Maria della Libera si notano resti in opera quadrata di un edificio absidato e resti della chiesa medievale di S.Maria degli Angeli, l’antica cattedrale di S.Costanzo Vecchio.
Fonti: www.ciociariaturismo.it 

 

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11.11 Al parco archeologico di Fregellae, al museo della ferrovia e ad Arce per le cantine.

By | Cultura | No Comments
11 novembre arce (1)
Sabato 11 novembre, ore 15.00 per info e prenotazioni 380 765 18 94.
Il parco archeologico di Fregellae è un unicum nel territorio della Ciociaria ed è uno dei luoghi più interessanti e meglio conservati per comprendere la storia di Roma.Dove si trova? Tra Arce e Ceprano.
Vi faremo visita con Matteo Zagarola guida e archeologo. Poi ci sposteremo con le auto nei pressi del cimitero di Arce e da lì percorreremo la ciaia, l’antica strada di collegamento con il centro storico.

Ci fermeremo al Museo della Ferrovia dove brinderemo per poi inoltrarci tra le vie di un borgo in festa per le cantine.
Tra sapori e odori di stagione.
380 765 18 94 per info e prenotazioni. 

 

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Parco archeologico di Fregellae, in Ciociaria, un unicum per comprendere una delle età di Roma Antica.

By | Blog | No Comments
— di Alessandro Vigliani
fregellae4L’importanza della scoperta di Fregellae ai ciociari stessi di sicuro non è chiara, come non lo è agli abitanti tutti del Lazio Meridionale, abituati come sono a immaginare il reperto archeologico importante e fondamentale per la storia solo nella Roma attuale.
Eppure Fregellae è quasi un unicum, poiché ci racconta una delle età meno conosciute della storia di Roma: quella repubblicana. Antica colonia, fondata nel 328 A.C. fu uno dei più notevoli centri del mondo romano per l’appunto in epoca repubblicana, costituendo una delle principali colonie latine.
Fregellae che si trova a Isoletta, tra Arce e Ceprano, offre un esempio raro, se non unico, di città così antica e ben conservata poiché, sfortuna sua ma fortuna nostra, ad essa si lega un destino tragico, che la vide distrutta e maledetta nel 125 A.C. come abitata dagli dei degli inferi. Nulla, quindi, venne ricostruito su di essa permettendo a noi di poter apprezzare strutture appartenenti a un’epoca così sconosciuta.
Il Parco Archeologico di Fregellae copre un’area di circa 28.500 mq, di cui 3.178 coperti. Il Parco ha reso visitabile una parte importante della vita quotidiana della colonia: un quartiere abitativo aristocratico che è uno dei più ricchi ed importanti di questa città. Nella stessa area il Parco comprende anche un edificio di grandi dimensioni, identificabile come Terme pubbliche, fra le più antiche portate alla luce nel mondo romano. Tale quartiere si apre sul decumano massimo, asse viario di primaria importanza, che conduceva al Foro, poco distante dall’area compresa nel Parco. Lungo questa via si aprono quattro padiglioni che coprono le strutture visitabili: le domus (termine latino per indicare la casa) e l’impianto termale della città. Le domus, visitabili lungo il lato Sud della strada, corrispondono al tipo della “casa ad atrio”, mentre, sul lato opposto, il padiglione più grande copre le strutture del grande edificio termale, che si estendeva quasi per l’intera lunghezza dell’isolato antico. Con la copertura delle case visibili si è voluto, fra l’altro, suggerire l’idea dello sviluppo dei volumi originali, non più conservati.
A testimonianza dell’importanza di Fregellae è il ritrovamento di uno dei più antichi sinora conosciuti – se non il più antico – dei mosaici pavimentali raffigurante un medaglione composto da tessere di terracotta e calcare disposte a formare un fiore a sei petali.
Il parco archeologico di Fregellae, dunque, è un’autentica pietra preziosa incastonata nel territorio ciociaro, un ritrovamento unico nel suo genere che merita di essere visitato, conosciuto, scoperto e riscoperto. Sperando, un giorno, possano proseguire i lavori per l’ampliamento.
Fonti: Quaderni Fregellani
Fonti: Ciociaria Turismo.

 

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Domenica 12 marzo, passo passo tra natura e archeologia con ViviCiociaria. 380 765 18 94 per prenotare.

By | Cultura, Natura | No Comments
12 marzoDomenica 12 marzo, passo passa tra natura e archeologia con l’associazione culturale ViviCiociaria.
Fregellae e Fabrateria Nova. Passo passo, dopo un breve spostamento in auto, tra le bellezze archeologiche di un luogo in cui c’è ancora molto da scoprire.
Con Matteo Zagarola, guida turistica abilitata e archeologo, tra i reperti e gli scavi di Fregellae, la colonia romana che fermò Annibale e che diventata troppo potente venne colpita dalla maledizione di Roma.
I suoi abitanti, quelli che non erano contrari al potere dell’Urbe Aeterna vennero spostati a Fabrateria Nova dopo essere stati ospitati a Roma.
Due città, la seconda costruita con pezzi importanti della prima, poste su due sponde opposte del lago di San Giovanni Incarico. Due città di cui, forse, si sa ancora poco. Soprattutto su Fabrateria Nova, di cui restano sparsi in un campo, testimonianze di scavi passati.
E poi il lago e i suoi rami, punto di vita e sviluppo di uomini e donne. La fantastica storia di Fregellae e Fabrateria Nova nel nuovo appuntamento per gli associati di ViviCiociaria, con pic nic e pranzo al sacco sulle sponde del lago del parco archeologico.
Per info e prenotazioni 380 765 18 94.
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