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Il presepe più antico del mondo? Si trova nel Lazio: a Boville Ernica (Fr).

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Con Itinarrando, e la guida di Nicoletta Trento, vi faremo visita sabato 17 novembre per partecipare si deve chiamare il 380 765 18 94. Parliamo del sarcofago paleocristiano di Boville Ernica, datato IV secolo d.C., ritrovato nel 1941 e conservato dopo restauro, dal 1947, nella chiesa di San Pietro Ispano. Presenza eccezionale nel nostro territorio, di grande importanza archeologica, perché una delle poche testimonianze della civiltà paleocristiana in Ciociaria oltre a raffigurare importanti dettagli che narrano dell’arrivo precoce del cattolicesimo.

Inoltre secondo gli studi di Teodoro da Brescia il sarcofago sarebbe l’allegoria di una mappa astronomica che riproduce il cielo della notte in cui fu concepito Gesù.
Si tratta di figure che catturano l’attenzione per la singolarità con cui sono state realizzate, con fori piuttosto evidenti, probabili punti brillanti indicanti una mappa stellare. Da queste figure parte l’indagine dello studioso brindisino, che con una serrata procedura di corrispondenza fra immagini, fori e mappe stellari, sarebbe giunto alla definitiva decifrazione del sarcofago custodito a Boville.

Per saperne di più rimandiamo comunque all’esauriente studio e articolo della Dr.ssa Elisa Canetri.

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Domani 31 ottobre ore 20,00, ad Arce – alla Torre di Campolato – per l’appuntamento con Itinarrando & ViviCiociaria.

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Domani 31 ottobre ore 20,00 ad Arce alla Torre di Campolato con Matteo Zagarola per una serata tra storia, magia e medicina organizzata e promossa da Itinarrando e ViviCiociaria per info e prenotazioni 380 765 18 94.
Degustazione per tutti i partecipanti.

La storia quella relativa alla misteriosa Torre di Campolato.
La magia quella della notte più particolare dell’anno cui sono legati riti agro pastorali oggi veicolati e dalle festività cattoliche e da una festività che, da radici europee, è ritornata a noi filtrata in peggio dal tubo catodico.

La medicina con un piccolo excursus sulle pratiche antiche della medicina con tanto di strumenti in mostra grazie a Matteo Zagarola.
Un viaggio nel tempo, quello che ci proporrà Matteo Zagarola, in una speciale commistione tra storia, ritualità e medicina.

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Domenica 5 agosto: Sperlonga di sera, dalle Grotte di Tiberio al centro storico con Itinarrando.

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Domenica 5 agosto ore 17,00 Sperlonga di sera, uno dei borghi più belli d’Italia.
Appuntamento ore 17.00 luogo comunicato in fase di prenotazione.
Appuntamento intermedio ore 15.30 da Frosinone – Canarino – Via Monti Lepini 114.

per ulteriori info, per prenotazione obbligatoria 380 765 18 94 –> sms whatsapp telefono.

Guidati da Linda Contreras:
– Visita dell’area archeologica relativa alla villa e alla grotta dell’-imperatore Tiberio
– Museo archeologico che raccoglie l’affascinante “Odissea di marmo ” proveniente dalla grotta.
– Passeggiata a Sperlonga annoverata tra i “Borghi più belli d’Italia”
– Mare, mare, mare e quindi bagno per chi vuole!

*Per partecipare si deve essere soci o diventarlo dell’Associazione Culturale Itinarrando.

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Mercoledì 25 luglio, al Castello di Roccasecca al tramonto. Con Itinarrando – ViviCiociaria e Matteo Zagarola.

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Data: Mercoledì 25 luglio

Dove: Castello di Roccasecca (FR).
Ora: 18,30
Cosa: Escursione Guidata con Matteo Zagarola.
Organizzazione: Itinarrando – ViviCiociaria per info prenotazioni 380 765 18 94.

Sviluppo percorso: 5 km totali.
Dislivello: poco significativo.

Cosa portare: torcia, scarpe da ginnastica o da trekking (no hogan, no infradito, no pinne, no tacchi).
Acqua, voglia di camminare.

*Per partecipare si deve essere o diventare soci 2018 dell’Associazione Culturale Itinarrando.

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La maraviglia dinanzi e nei nostri occhi: i musei vaticani.

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GRUPPO3
La visita ai Musei Vaticani organizzata e promossa dall’Associazione Culturale ViviCiociaria per i propri associati è stato un successo. Non è una notizia per un luogo che normalmente accoglie 20.000 persone al giorno, d’accordo, vieppiù una presenza sostanziosa dei nostri tesserati, pertinenti e appassionati di cultura, era più che preventivabile.
Presenze eterogenee, quanto più disparate. Un gruppo in cui ormai nascono legami, amicizie, condivisioni all’ombra di iniziative culturali che sovente vengono generate sul posto, attraverso la porta aperta a proposte in cui è il partecipante stesso a suggerire.
Il dato, tra l’altro, che più volte abbiamo rilevato e che ci dà più conforto,  supportato da un albo degli associati cui sono ben segnate le date di nascita, è la presenza di tanti e tanti giovani tra le nostre fila.
Carte assorbenti sulla cultura, sull’arte, su una scelta fatta due anni fa or sono in cui si è deciso come realtà associativa di investire sulla cultura. In primis sulla valorizzazione sul nostro territorio, poi sulla scoperta di tutto quanto abbiamo intorno, evidenziando la fruibilità di un territorio che oltre a essere stupendo è anche circondato da bellezze inestimabili che, come nel caso della ciociara del Podesti, sembrano e comunque a più riprese richiamare all’importanza del BassoLazio.
Un successo, dunque, nel successo già auspicabile e di facile pronostico. Consentite ancora e però allo scrivente di raccontarvi l’estasi provata nel guardare negli occhi dei giovani partecipanti la gioia nel perdersi nella cultura, nell’arte, dietro le parole precise e puntuali delle guide Nicoletta Trento e Maria Strangolagalli.
Permettete al sottoscritto – non di certo per piaggeria – di narrarvi di come tre bambini abbiano ascoltato, partecipato, si siano emozionati in un mondo così distante dall’infanzia, certo, ma di cui in età adulta non dimenticheranno mai. Un’esperienza che magari comparteciperà alla crescita dell’uomo, della donna di domani. E questo grazie a genitori, anche loro ovviamente presenti, che non hanno lesinato di coraggio nel portare i loro bambini tra le bellezze infinite ed eterne della storia dell’uomo.
Grazie a tutti i partecipanti che ci invogliano ad andare avanti e ci consentono di portare avanti quello che facciamo: la ricerca, il supporto, la gestione di una sede con oltre 300 libri consultabili gratuitamente.
E, perché no, anche questo blog e il sito stesso.

Alessandro Vigliani

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Una ciociara in un affresco all’interno dei Musei Vaticani

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ciociarapodesti2Entri ai musei vaticani. Ti colpisce l’atmosfera. La bellezza. La sontuosità dell’arte che da ogni angolo ti assale con sensazioni prossime all’estasi di cui è capace chi sa perdersi tra colori e tratti eterni.
E a ogni passo c’è la storia, il mondo, vicende che richiamano a nomi che si intersecano, perduti per quanto ripetuti. Quasi “brand” passati, personaggi e uomini così distanti da questa nostra realtà come se la storia umana non li avesse poi consacrati a essere immuni al tempo, alle ere, alle mode.
1800. Roma sta cambiando. Sempre più distante dal suo passato imperiale, sempre più contaminata da uomini e donne con strambi calzari ai piedi e sgargianti vestiti da mostrare nelle assolate giornate capitoline, come conquistata da quelli che lei, o meglio i suoi più colti e ricchi abitanti, chiamano con disprezzo da ormai quasi cent’anni: ciociari.
E sono proprio quei ciociari che gli artisti notano, in un contrappasso che in Roma e nelle altre capitali europee, fa risaltare non il raffinato costume borghese, ma lo sgargiante rincorrersi di colori e dettagli dell’abito tradizionale ciociaro.
Una conquista. Una ribalta. Una nemesi artistica e assai più sopraffine di qualsivoglia duello all’arma bianca. La testimonianza di tutto questo si trova all’interno dei Musei Vaticani dove la Ciociaria, nella sua massima espressione, quella della donna vieppiù della madre, è presente in uno dei luoghi sacri della vita capitolina.
Proprio di fianco alla stanza di Raffaello, nella Sala dell’Immacolata Concezione affrescata dal Francesco Podesti a raccontare, dopo dieci anni di duro lavoro, il dogma dell’Immacolata Concezione proclamato da Papa Pio IX l’8 dicembre 1854.
In quella sala, in un tripudio di colori e personaggi, di vicende storiche raccontate con il tratto unico di uno dei più grandi artisti del tempo, ecco che spicca una donna ciociara che indica al suo bambino l’Immacolata Concezione. E nelle vesti, nella collana di coralli, negli orecchini così minuziosamente riprodotti dal tratto dell’artista, spicca elegante come prima testimone del prodigio. Il costume è quello proprio della Valcomino, presente in verità anche in Sonnino e zone limitrofe con copricapo rigido, come testimoniato all’interno del Museo “Terre di Confine” del paese disteso tra gli Ausoni.
Ad avallare l’ipotesi di una donna ciociara di Sonnino la presenza in Vaticano del sonninese, il Cardinale Giacomo Antonelli che avrebbe curato i contatti con il Podesti.
Un atto, quella della donna. Una genuflessione talmente umile da essere appena pronunciata. Elegante nell’atto di prostrarsi, mentre indica al proprio bimbo l’immagine dell’Immacolata e all’andirivieni costante del viaggiatore la propria identità: quella di Ciociaria.
Alessandro Vigliani

Fonte: Michele Santulli, Ciociaria Sconosciuta

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La carboneria a Frosinone, bene l’incontro con Giacinto Mariotti

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Nonostante il silenzio con cui alcune testate online di Frosinone – quelle cui facciamo più affidamento – hanno accolto il nostro evento, tanti sono stati i partecipanti alla presentazione dei libri “Massoneria in Ciociaria” e “Carboneria e sette segrete in Ciociaria” alla presenza dell’autore Giacinto Mariotti presentato da Giovanni de Vincentis e coadiuvato da Cristiano Turriziani in una delle sale della Casa della Cultura di Frosinone.
La presenza dei “Fratelli” in Ciociaria e quella della Carboneria è stato spunto di dibattito e percorso nella storia della città Capoluogo, dalle origini del fenomeno fino ai giorni nostri. Una realtà, soprattutto quella della Carboneria, su cui non è mai stato investito troppo da parte di amministrazione alcuna.
Ricordi sbiaditi di uomini noti come il Ricciotti o l’Angeloni. Di insurrezioni raccontate ovunque, di cui restano testimonianze monumentali che sono inni alla libertà ma di cui, in città, si dice ben poco.
E oggi la Carboneria a Frosinone è poco più di un ricordo, non un volano per accentrare la presenza di turisti e appassionati tra le vie di un centro storico in cui insistono luoghi che parlano di un passato di furenti passioni e ideali incendiari.
Il dottor Giacinto Mariotti, dinanzi a una platea eterogenea e attenta, ha esposto in maniera doviziosa e particolare gli eventi riguardanti sì la Massoneria, ma dando più ampio e spazio respiro alla Carboneria, recando contezza precisa ed esatta di fenomeni di cui si dice molto, certo, ma sovente perché vittime della miscellanea tra fantasia popolare e realtà.
La ricerca della verità, però, non può essere occlusa da alcuna porta chiusa, anzi, la ricerca è una strada da percorrere con la passione del viaggiatore e l’attenzione dell’astronomo che nelle stelle cerca risposte alle proprie domande.
E noi, alla ricerca, abbiamo consacrato le finalità di questa associazione che con curiosità si aggira per le strade della nostra fantastica terra con la curiosità e lo stupore del bambino che scopre il fiore.

Alessandro Vigliani

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