was successfully added to your cart.

Il sito archeologico delle terme romane di Supino: una perla tra le perle dei Lepini.

By 28 Aprile 2017Blog
termeromanesupinoBelle. Perfettamente conservate. Così prossime ai Lepini che nel 1963, quando furono ritrovate, in molti pensarono che si trattasse finalmente di Ecetra, la mitologica città volsca distrutta dai romani di cui, ancora oggi, risultano perdute le tracce.
Invece successivi sopralluoghi e soprattutto i ritrovamenti che continuarono nei giorni a seguire, fecero sì di chiarire che il sito di Cona del Popolo, pur non essendo la città scomparsa di cui sopra, rappresentava per Supino e per la Ciociaria tutta una scoperta eccezionale.
Un edificio termale a carattere privato riferibile intorno alla metà del II secolo D.C., inserito all’interno di una grande villa residenziale ancora sepolta ed estesa nei settori immediatamente circostanti.
Dopo la scoperta nel 1963, la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio ha promosso una serie di campagne di scavo e ha coordinato restauri conservatici tra cui l’ultimo del 2014.
Dal punto di vista della topografia antica, il sito si inserisce nel contesto storico ed archeologico della valle del Sacco in età romana, ricadendo nel territorio della città di Ferentinum che si estendeva fino alle estreme propaggini montuose dei Monti Lepini.
La struttura termale è realizzata in opera mista e si articola in sette ambienti tra i quali si riconoscono due spogliatoi, un ambiente per il bagno freddo, due ambienti tiepidi, un ambiente per la sauna e un ambiente per il bagno caldo intorno al quale, a sua volta, si sviluppa un criptoportico – galleria sotterranea. termeromanesupino2
Presenti mosaici caratterizzati da un repertorio esclusivamente marino molto diffuso in età adrianea ed antonina, sono riconducibili alle numerose espressioni e testimonianze pertinenti principalmente ad edifici termali di Roma e Ostia come il Dio Nettuno rappresentato nudo, barbato e con il tridente nella mano sinistra alla guida di quattro ippocampi.
Nel caldarium o ambiente per il bagno caldo, è presente una vivace scena marina: al centro è posta la figura di un Tritone intento a soffiare all’interno di una lunga conchiglia tortile e con un remo nella mano sinistra.
Intorno a quetsa figura maschile sono rappresentati gli altri personaggi del corteo marino: in alto due Nereidi raffigurate nude e di profilo mentre nuotano, in basso un toro e un capro marino.
Intorno insistono altre due figure di personaggi che animano la scena: due conchiglie, tre delfini e una medusa. Nei due spogliatoi si conservano i resti della pavimentazione in opus sectile, caratterizzata dalla presenza di formelle geometriche realizzate con pregiati marmi policromi.
La peculiarità di questa pavimentazione consiste non soltanto nell’eccezionale stato di conservazione, ma soprattutto nella varietà di marmi impiegati e nell’utilizzo di differenti tipologie modulari che riportano a contesti di Roma e Tivoli riconducibili alla prima metà del II Secolo D.C.
Please follow and like us:
0

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi

Powered by themekiller.com