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Il lago “fantasma” della Solfatara di Fontana Liri. Un sinkhole misterioso che fa… “tremare”.

By 22 aprile 2017Blog
lago1— di Marco Occhipinti (Geologo)
Il territorio di Fontana Liri in provincia di Frosinone è geologicamente caratterizzato da una massiccia presenza di calcari e dolomie del Cretaceo e Miocene affioranti sui rilievi e laddove la complessa rete di faglie appenniniche li riporta in superficie. Al di sopra di tale bedrock carbonatico si riscontrano talvolta strati spessi anche fino a 120 metri di travertino. Nelle aree più pianeggianti, laddove i corsi d’acqua hanno eroso i rilievi o dove il sistema di faglie presenti sul territorio ha fatto sprofondare interi blocchi di substrato carbonatico, si rinvengono da 40 a 100 metri di depositi alluvionali e lacustri (limi e argille) del Quaternario.
A livello idrogeologico si evidenzia la presenza di numerose sorgenti d’acqua che denotano una circolazione sotterranea delle acque molto intensa e capillare. I materiali rocciosi presenti nel sottosuolo, calcari e dolomie nello specifico, favoriscono infatti l’intenso reticolo idrogeologico del sottosuolo di Fontana Liri.
Le diffuse sorgenti si caratterizzano per un’elevata temperatura (nel ‘900 venivano chiamate “caldane”) e una spiccata presenza di gas e zolfo: proprio quest’ultimo rende le acque adatte al termalismo (non è infatti un caso che il territorio, come descritto già da Plinio, fosse noto ai Romani per tali caratteristiche).
In questo contesto sono presenti due piccoli laghi, entrambi a struttura circolare, uno dalle pareti ripide detto Bucone e un secondo più svasato chiamato Solfatara. Quest’ultimo è generalmente colmo d’acqua il cui livello è tuttavia molto variabile alternando periodi di piena con episodi di totale siccità. Dal fondo del lago si sprigionano bollicine di idrogeno solforato che si spandono in aria anche a discreta distanza (dalla Statale 82 della Valle del Liri, nel tratto fra il ponte di S. Eleuterio e l’imbocco di via delle Terme, si avverte chiaramente il classico odore di uova marce, tipico dello zolfo).
Alcune credenze popolari vogliono il succedersi di eventi disastrosi fintanto che il lago sia colmo d’acqua. Certo, le suggestioni del popolo sono spesso legate a mistificazioni o errate interpretazioni della realtà, ma a volte nascondono fondi di verità inaspettati. Ed è proprio questo il caso. In effetti è stata effettivamente evidenziata una stretta correlazione tra presenza d’acqua e micro- e macro-sismicità. Nel 2005 il lago era totalmente asciutto e quell’anno non venne registrata nemmeno una micro scossa. Successivamente il lago si è andato riempendo, e contestualmente è comparsa e via via incrementata anche l’attività sismica, sino ad arrivare alla scossa di magnitudo 3.9 del 6 agosto 2009 (epicentro a Colle Lo Zoppo a una profondità di 11 km). In quell’occasione, si registrò un incremento delle emissioni di CO2 e di Radon. Quest’ultimo, in particolare, è da anni studiato dai sismologi per verificarne le presunte correlazioni con l’instaurarsi di eventi sismici.
Si è sempre pensato che la natura di questi due laghetti fosse strettamente connesso con le dinamiche del carsismo. E in parte è vero. Tuttavia, recenti studi hanno evidenziato che tali strutture potrebbero più facilmente essere ricondotte a dei sinkhole. Un sinkhole altro non è che una depressione nel terreno dovuta a improvviso sprofondamento di cavità profonde. È un fenomeno in costante crescita o, più probabilmente, maggiormente attenzionato oggi grazie alla maggiore condivisione delle informazioni. I sinkhole, stante la loro natura, si rinvengono maggiormente in territori carbonatici a seguito del crollo del tetto di cavità carsiche, ma anche in terreni vulcanici per il crollo di cavità laviche. La depressione che si crea, se vi sono le condizioni geologiche adatte (presenza di argilla, impermeabile, che fa da “tappo”), può così essere riempita da acqua meteorica o di ruscellamento.lago2
Il caso della Solfatara di Fontana Liri è però più particolare. Le acque del laghetto, come detto, sono ricche di gas e zolfo e quindi è indubbia la loro provenienza profonda, non è acqua di superficie come avviene nei normali sinkhole. L’ipotesi pertanto più acclarata è che in occasione di eventi sismici, o di preparazione a essi, essendovi una massiccia presenza di acqua mineralizzata, i depositi di travertino in profondità subiscano una sorta di fenomeno di liquefazione (fenomeno comprovato in diverse altre situazioni geologiche, nel mondo) e che a causa di ciò le acque profonde abbiano modo di risalire in superficie. Di conseguenza, quando il lago è colmo d’acqua, è più probabile (ma non assolutamente certo) il manifestarsi di eventi sismici.
A dicembre 2016 il Lago Solfatara ha iniziato a ritirarsi e oggi, aprile 2017, è totalmente asciutto. Un lago attira sempre e comunque i turisti, anche per la classica gita fuori porta, peccato che questa attrattiva ad oggi non possa essere goduta dalla popolazione locale e dai potenziali turisti.
Bibliografia
– Generoso Pistilli, “Fontana Liri – Due centri una storia”, 2000
– Fabiana Scapola, “Fontana Liri: i laghi-sorgente Solfatara-Bucone indicatori di tettonica recente”, 2010, Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca dell’Ambiente)
Foto:
1. Il lago della Solfatara prima.
2. Il lago della Solfatara nell’aprile 2017.
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