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Fiuggi: 2 febbraio. Fuoco e fiamme… nella città delle acque.

By 2 Febbraio 2017Blog
fiuggifrSi rinnoverà, come ogni anno, questa sera 2 febbraio, a Fiuggi, il rito delle stuzze, evento questo collegato alle calende di febbraio ma oggi, con il cattolicesimo, dedicato a San Biagio.
A Fiuggi grandi falò fatti con tronchi d’albero trasportati dalla montagna vengono accesi nella piazza del centro storico.
I fuochi sono anche qui parte di più antichi riti di purificazione che rimandano a una ritualità in uso nell’antica Roma dove, in onore di Februa – madre di Marte – venivano accesi in questo periodo grandi fuochi. Tornando a noi, a Fiuggi, il termine dialettale “stuzze” deriva da “stoppe”. Quelle stoppe cui viene appiccato il fuoco e che oggi, non di rado, sono tronchi di quercia, rami o addirittura capanne in legno a ricordare l’evento del 2 febbraio 1298 quando truppe militari della famiglia Cajetani, nemica storica della nobile famiglia Colonna a quel tempo reggente di Fiuggi, in procinto di attaccare da due fronti videro la cittadina (al tempo Anticoli di Campagna) circondata dalle fiamme. Ai due eserciti alleati parve dunque di aver avuto vinta la partita supponendo a vicenda l’un l’altro l’aver concluso positivamente la contesa, ritirandosi poscia e lasciando dunque il paese indenne.
Questo miracolo è attributo a San Biagio, il quale divenne dunque santo e protettore di Fiuggi. Ovviamente il rituale dei grandi fuochi, a scacciare l’ultimo mese invernale, purificare o in onore di una divinità, esisteva già come documentato dalle festività dell’antica Roma di cui sopra.
San Biagio è anche protettore dei mali della gola. Il Santo vissuto poco dopo l’anno 300, fu perseguitato e condannato a morte. La leggenda vuole che, proprio mentre era condotto al supplizio, si sia fermato a salvare un ragazzo al quale era rimasta conficcata una spina di pesce nella faringe. Da qui il culto popolare che lo ha elevato a protettore delle malattie della gola. Anche qui, però, ritorna forte l’utilizzo della candela durante le calende di febbraio, allorquando vi si incontri l’usanza di porre una candela benedetta sulla parte malata per affrettare la guarigione.
Infine, sempre San Biagio, è anche protettore dei cardatori di lana, per via degli strumenti di tortura adoperati su di lui e viene spesso raffigurato con un pettine in mano. San Biagio, perseguitato, venne torturato con il pettine che serve per cardare la lana. Infine decapitato.
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