was successfully added to your cart.

Una ciociara in un affresco all’interno dei Musei Vaticani

By 19 Febbraio 2017Blog, Uncategorized
ciociarapodesti2Entri ai musei vaticani. Ti colpisce l’atmosfera. La bellezza. La sontuosità dell’arte che da ogni angolo ti assale con sensazioni prossime all’estasi di cui è capace chi sa perdersi tra colori e tratti eterni.
E a ogni passo c’è la storia, il mondo, vicende che richiamano a nomi che si intersecano, perduti per quanto ripetuti. Quasi “brand” passati, personaggi e uomini così distanti da questa nostra realtà come se la storia umana non li avesse poi consacrati a essere immuni al tempo, alle ere, alle mode.
1800. Roma sta cambiando. Sempre più distante dal suo passato imperiale, sempre più contaminata da uomini e donne con strambi calzari ai piedi e sgargianti vestiti da mostrare nelle assolate giornate capitoline, come conquistata da quelli che lei, o meglio i suoi più colti e ricchi abitanti, chiamano con disprezzo da ormai quasi cent’anni: ciociari.
E sono proprio quei ciociari che gli artisti notano, in un contrappasso che in Roma e nelle altre capitali europee, fa risaltare non il raffinato costume borghese, ma lo sgargiante rincorrersi di colori e dettagli dell’abito tradizionale ciociaro.
Una conquista. Una ribalta. Una nemesi artistica e assai più sopraffine di qualsivoglia duello all’arma bianca. La testimonianza di tutto questo si trova all’interno dei Musei Vaticani dove la Ciociaria, nella sua massima espressione, quella della donna vieppiù della madre, è presente in uno dei luoghi sacri della vita capitolina.
Proprio di fianco alla stanza di Raffaello, nella Sala dell’Immacolata Concezione affrescata dal Francesco Podesti a raccontare, dopo dieci anni di duro lavoro, il dogma dell’Immacolata Concezione proclamato da Papa Pio IX l’8 dicembre 1854.
In quella sala, in un tripudio di colori e personaggi, di vicende storiche raccontate con il tratto unico di uno dei più grandi artisti del tempo, ecco che spicca una donna ciociara che indica al suo bambino l’Immacolata Concezione. E nelle vesti, nella collana di coralli, negli orecchini così minuziosamente riprodotti dal tratto dell’artista, spicca elegante come prima testimone del prodigio. Il costume è quello proprio della Valcomino, presente in verità anche in Sonnino e zone limitrofe con copricapo rigido, come testimoniato all’interno del Museo “Terre di Confine” del paese disteso tra gli Ausoni.
Ad avallare l’ipotesi di una donna ciociara di Sonnino la presenza in Vaticano del sonninese, il Cardinale Giacomo Antonelli che avrebbe curato i contatti con il Podesti.
Un atto, quella della donna. Una genuflessione talmente umile da essere appena pronunciata. Elegante nell’atto di prostrarsi, mentre indica al proprio bimbo l’immagine dell’Immacolata e all’andirivieni costante del viaggiatore la propria identità: quella di Ciociaria.
Alessandro Vigliani

Fonte: Michele Santulli, Ciociaria Sconosciuta

Please follow and like us:
0

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi

Powered by themekiller.com