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Quando Ciociaria vuol dire Italia. Il risorgimento italiano ha occhi, viso e corpo di una donna ciociara.

By 30 Marzo 2017Blog
LACIOCIARAHAYEZdi Federica Michela Ricci – 
L’uso di affidare a sembianze umane la rappresentazione di un luogo, di una regione, di un fiume o di una città risale all’età greca. Donne con capo cinto di corone murarie o turrite e attributi atti a riconoscere più facilmente i luoghi impersonano alcune città antiche.
La personificazione nazionale in epoca risorgimentale non è più la dea distante e inespressiva, così appare nell’iconografia classica fino all’età napoleonica, ma si spoglia dei suoi attributi regali e diventa una fanciulla dallo sguardo fiero e triste insieme. 
E tra tanti artisti il pensiero corre  a Francesco Hayez, fervente patriota e caposcuola della pittura italiana dell’età romantica e risorgimentale, nelle cui opere si nascondono «oscuri» messaggi politici. È indubbio che Hayez, di padre francese e madre di Murano, sia stato plasmato dalle ambizioni indipendentiste dell’Italia ottocentesca, poiché  i 91 anni della vita del uomo hanno coinciso con la formazione dell’Italia unita, e tale evento politico ha non poco condizionato le scelte artistiche di questo pittore, pervaso nel profondo dallo spirito risorgimentale e patriottico tanto da suscitare gli entusiasmi di Giuseppe Mazzini.
A causa della censura, gli artisti più impegnati dovettero camuffare la propria fede patriottica trasferendo la valenza politica in metafore e allegorie. E così nella prima metà del 1800 la figura femminile iniziava a rappresentare i valori e gli ideali di un Romanticismo che in Italia diventa portavoce del pensiero risorgimentale e quindi l’idea di Patria.
E quale miglior musa se non la donna ciociara si presta ad incarnare questi ideali?
Le nostre ave con la loro bellezza ancestrale e gli abiti tradizionali a incantare artisti di ogni fama e bravura che nel loro Grand Tour su e giù per l’Italia si fermavano a riposare e ammirare quella che era la Campagna di Roma.
Le donne di Ciociaria trasformate in muse ispiratrici degli ideali patriottici.
Emblematico, di questo moto dell’anima è il dipinto della Ciociara che il maestro veneziano dipinge nel 1842 in cui l’artista prende una delle sue amate modelle, magari Carolina Zucchi probabile esponente della Carboneria femminile, e la adorna a rappresentare una bellissima donna, metafora dell’Italia – terra della bellezza, dell’arte e della cultura – seduta pensosa appoggiata al rudere antico che allude ai fasti di un glorioso perduto passato, mentre sullo sfondo emerge una natura mediterranea.
L’abbigliamento tricolore, verde la veste, bianca la camicia, rossi i coralli e i bordi della gonna. E nel lustro successivo gli stessi lineamenti li ritroveremo in altre due opere di Francesco Hayez, “Un pensiero malinconico”, e “La meditazione” raffigurazioni femminili rappresentanti l’Italia non ancora unita ma già esistente nel pensiero di un intero popolo che sogna di ritrovare la patria perduta.
 “Ella guarda, Ella tace, ma guardando e tacendo Ella parla”.

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