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Falvaterra: incanto, energia e il valore dell’accoglienza.

By 24 Luglio 2017Uncategorized
Di Alex Vigliani
alexbimbeAndate a Falvaterra. Vivetela. Scivolate dentro i suoi vicoli. Poi raggiungete le grotte. Fate la visita. Infine fermatevi a respirare l’aria di tranquillità dinanzi al convento di San Sosio, luogo ameno immerso nel verde delle colline di questa parte di Ciociaria.
Il borgo, invece, è una perla incastonata in un altro tempo. A Falvaterra è come se tutto si fosse fermato, come se l’incedere frettoloso dei giorni abbia trovato una propria soluzione e oggi si soffermi anch’esso, anche il tempo, a osservare le pietre e le storie raccontate da un centro i cui abitanti sono pochi ma innamorati di ogni passo, ciottolo o traccia.
Domenica 23 luglio, in circa 60 siamo rimasti meravigliati nel perderci in un luogo che dovrebbe avere frotte di turisti, non fosse altro per la grande varietà di bellezze naturalistiche, storiche e, perché no, religiose. A Falvaterra, poi, abbiamo trovato una grande accoglienza. Un valore che non va mai sottovalutato. E questo perché là dove vi è sorriso, gentilezza, disponibilità verso il prossimo, di sicuro è stato fatto un passo verso il turismo. Non di meno la capacità di creare forze sinergiche pone il luogo nella condizione di avere un ventaglio di proposte sempre giovani e strizzare l’occhio a una realtà più sistemica spesso estranea, purtroppo, al territorio del BassoLazio.
Così abbiamo conosciuto Giuseppe Rinna, così abbiamo conosciuto Elisa Ceccarelli.
51Due ragazzi del luogo, il primo che ci ha dato supporto a 360 gradi, preparandoci ogni contatto per la giornata e aiutandoci affinché il tutto andasse per il meglio. Addirittura predisponendo una zona per il pranzo al sacco.
Elisa, invece, Cicerone dalla preparazione ineccepibile, collaboratrice dell’Associazione Fabrateria Nova cara al Presidente Piccirilli, a spiegare ogni angolo di Falvaterra e, poi, insieme a Giuseppe, all’interno delle grotte nel dare nozione ai nostri occhi meravigliati di ciò che stavamo osservando letteralmente strabiliati.
E questo perché le grotte del Rio Obaco, a circa 10 minuti di auto dal centro di Falvaterra, sono luogo affascinante che lascia senza fiato, sicuramente da visitare, sia che vogliate limitarvi alla visita turistica semplice, sia che siate in grado di cimentarvi in un ambito più speleologico.
Pranzo al sacco nello spazio, come detto, preparato da Giuseppe e possibilità di rivivere una convivialità quasi ormai legata al passato, quando il tempo non era una chimera ma parte integrante della vita dell’uomo. Chiacchiere, conoscenze che nascono o si approfondiscono, in mezzo il tavolo dell’associazione su cui ci sono salsicce, formaggi, crostate. Alcune nostre, alcune portate dai soci. In uno scambio reciproco che è lieto evento della giornata.
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Dopo la visita e il saluto gradito del sindaco Lancia, il quale ha voluto presenziare a tutti i costi, si torna su in paese. Piccolo fuori programma mentre si attende l’apertura del Convento dei padri passionisti prevista per le 15.30. Qui chi decide di rivivere il borgo, chi di mangiare un gelato, bere un succo di frutta o come due bambine di giocare a pallavolo con il sottoscritto, riportandomi di colpo a età più verdi quando il caldo era una cosa che, in presenza di un pallone, non si soffriva mai. Nemmeno con il sole di agosto allo zenit.  Dopo la pausa il convento di San Sosio dei Padri Passionisti ci aspetta. Così entriamo nella frescura del luogo circondato dal verde, poco distante un vigneto. Ad attenderci i padri passionisti e Marco. Un altro viaggio nel tempo, tra reperti e ricordi, tra libri antichi e affreschi alle pareti di ufficiali tedeschi.
Tra i tanti interessati del nostro gruppo, le due bambine – quelle del pallone – fanno tante domande. Ed è un piacere ascoltare e vedere così tanta attenzione da parte di due anime così giovani per tematiche apparentemente anagraficamente lontane.
Al termine della visita ho il piacere di condividere con loro uno scatto fotografico che porterò nel cuore, così come la giornata trascorsa tra le bellezze di Falvaterra e le sorprese di una terra, quella ciociara, che sa regalare sorprese, sorrisi e abbracci caldi.

Foto di Alex Vigliani,
l’ultima è di Gianfranco Tufo. 

*Foto 1: parte del gruppo. 

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