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Il Castello di Sora patrimonio del Lazio Meridionale. Domenica 13 maggio con Itinarrando e ViViCiociaria in Visita Guidata.

By 11 Maggio 2018Blog
Domenica 13 maggio al Castello di Sora con Associazione Culturale Itinarrando e ViviCiociaria, per info e prenotazioni 380 765 18 94.
I castelli del Lazio Meridionale una ricchezza mai sfruttata. Sono tanti, molti ormai in rovina, altri che conservano ancora la struttura originaria. Su altri qualche lavoro è stato fatto, si è provveduto a puntellare qua e là e, nei casi più fortunati, a cercare di restaurare la struttura. Salvo poi essere di nuovo abbandonati. Pochi sono quelli utilizzati tra questi il Castello De’ Conti di Ceccano, quello di Trevi nel Lazio e Fumone, Maenza e Sermoneta, Torre Cajetani e già la ricerca si fa più difficile perché a memoria, mi scuso se ne sto dimenticando qualcuno, non mi sovvengono ora alla mente castelli integri da poter essere considerati tali.
Pietre, strutture, testimonianze di un passato importante in cui a ogni vetta corrispondeva un castello, così come nel vicino Abruzzo, là dove però si è provveduto a una progressiva valorizzazione delle strutture, oggi centri nevralgici del turismo.
Il castello di Sora, al centro spesso di opere di manutezione da parte di associazioni locali, è una di quelle preziose testimonianze storiche, lasciate a noi da un tempo clemente che, però, continua a sgretolarne la consistenza sebbene si sia dato in passato un freno all’incedere dell’incuria.

Dal centro storico di Sora, splendida cittadina bagnata dal Liri, un sentiero, delimitato da mura poligonali che costituivano già dal VI secolo a.C. un perimetro ciclopico difensivo, porta al Monte S. Casto, che, posto in posizione strategica fra l’Abruzzo (Avezzano) e la Valle del Liri, domina incontrastato la città.
Qui sorge la massiccia fortezza rinascimentale di S. Casto e Cassio, costruita nel 1520 da Evangelista Carrara di Bergamo. La roccaforte, a pianta rettangolare, è costituita da sei torrioni cilindrici, poligonali e quadrati con muri a scarpa.
Nell’interno si trova un grande cortile con cisterna, utilissimo rifugio in caso di attacco nemico, il mastio per l’avvistamento e la piccola cappella votiva dedicata ai Santi Casto e Cassio con un antico affresco. Nei suoi sotterranei restano tracce del preesistente castello romano (l’arx sorana è citata da TIto Livio), poi medievale al tempo di Federico II e Carlo d’Angiò che lo restaurarono.

Esso faceva parte di un complesso di fortificazioni di cui sono testimonianza i ruderi delle due torri semicircolari di avvistamento che si incontrano nel salire al castello. Una seconda linea difensiva inglobò, nel secolo XV, la Torre aragonese presso la cattedrale di Santa Maria. Il Castello è il “monumento di importanza storico-artistico-militare da salvare e da restaurare”.
Suggestiva è la passeggiata indispensabile per raggiungere il castello sul colle S. Casto, oggetto di molti itinerari del CAI. Lungo la strada sull’omonimo monte è anche possibile ammirare il Santuario rupestre del dio Silvano (sec. II a.C) e le mura poligonali.
Fonte: http://www.comune.sora.fr.it/castello-san-casto/
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