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Alex Vigliani

28.10: Visita guidata all’Abbazia di Casamari e nelle sale del Castello di Isola del Liri.

By | Cultura | No Comments

28 ottobre castello isola liri (1)Sabato 28 ottobre, ore 9,00
L’occasione è quella da non perdere, solo 70 i posti messi a disposizione per partecipare è assolutamente necessario e obbligatorio prenotare.

Una duplice visita guidata in due luoghi simbolo del Lazio Meridionale, sebbene per motivi diversi.

Alle ore 9,00 ci vedremo a Casamari dove vi sarà anche l’apertura della monumentale biblioteca dell’Abbazia. Visita guidata affidata a Nicoletta Trento, guida turistica abilitata con oltre 25 anni d’esperienza.

Poi una volta completata la visita, ci sposteremo a Isola del Liri dove ad attenderci ci saranno le sale del Castello e il balcone che affaccia direttamente sulla cascata. Al termine tempo in libertà per stare insieme, conoscerci, scattare tante fotografie!

Per partecipare ricordiamo di prenotare al 380 765 18 94.

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29.10: Domenica con l’erborista, a Collepardo, per riconoscere le erbe officinali.

By | Natura | No Comments
erborista
Domenica 29 ottobre, ore 9,30 – per partecipare è necessaria la prenotazione – il luogo dell’incontro verrà comunicato in fase di prenotazione. A Collepardo con l’erborista Francesco Tomaselli per imparare a riconoscere le erbe officinali spontanee, quelle utilizzate dalla florida tradizione erboristica del Lazio Meridionale.
Un percorso di montagna, semplice e adatto a tutti da affrontarsi con scarpe da trekking.
Per partecipare è necessaria la prenotazione al 380 765 18 94, l’iniziativa si terrà tra i boschi di Collepardo ma il luogo esatto per motivi logistici e organizzativi verrà comunicato solo in fase di prenotazione.
Dunque non resta che partecipare, domenica 29 ottobre ore 9,30, per info e prenotazioni 380 765 18 94!

 

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Le mura e le porte di Segni: che bellezza! Resoconto escursione a Segni di ViviCiociaria.

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— di Alessandro Vigliani

La giornata di sabato 21 ottobre nasce quasi per caso. Un giro di telefonate tra noi e i nostri soci di Segni. Si sa, in questi giorni nella città lepina in provincia di Roma c’è la sagra del marrone, allora qual migliore occasione per organizzare una passeggiata alla scoperta dei vicoli del centro storico e soprattutto della cinta muraria e delle porte, splendido esempio di opera poligonale così comune nelle cittadine della Ciociaria?
Ed ecco allora che nasce un percorso di 5 km, camminato, pensato, raccontato dai ragazzi stessi di Segni che con passione ci portano alla scoperta di luoghi e posti particolari del borgo mentre ogni vicolo si anima di fraschette, sapori e suoni.
A rispondere “presente” sono una trentina di soci di ViviCiociaria che alle 15 si ritrovano in Via Aminta Milani nel parcheggio adibito appositamente per il grande afflusso previsto per la sagra.
Emanuele Ionta su tutti, ma anche Luca Coluzzi, Andrea Cappella, Simone Coscia e Cristiano Pistilli, sono loro a raccontarci passo dopo passo curiosità di Segni e darci nozioni di storia.
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A Porta Saracena troviamo un gruppo di ragazzi. Parlano, ridono, scherzano. Sembrano quasi far parte perfettamente del paesaggio, incuriositi dalla presenza del gruppo, ci guardano dall’alto della cinta muraria, quasi a sorvegliarci come avrebbero fatto gli antichi popoli che abitavano Segni.
Camminiamo, percorriamo i più di 200 scalini lungo le mura perimetrali di Segni. Un profilo che ci ricorda Arpino o Alatri, fino a giungere al punto più alto, là dove si domina la valle, luogo che dà una vista quasi completa che va da Rocca di Papa fino a Frosinone e oltre, per non parlare degli Ernici e dei Simbruini.
segnivan
Da lì proseguiamo e ci fermiamo nel mezzo della cisterna romana di Segni, uno dei luoghi più antichi – archeologicamente parlando – di tutta Roma antica. Proprio qui decidiamo di fare una foto di gruppo, con alle spalle parte dell’opera poligonale di Segni e davanti il retro della Chiesa di San Pietro.
Proseguiamo e da un banco ci regalano castagne. Entriamo nei vicoli e pian piano ci avviciniamo al cuore della festa, in un crescendo continuo di musiche, danze e suoni.
L’arrivo in piazza ci sorprende con un tripudio di musiche popolari, colori e calori. La cattedrale è aperta, il museo di Segni anche. Incontriamo Daniele Baldassarre, architetto e studioso dell’opera poligonale. Ancora un po’ di tempo per mangiare qualcosa e poi per far ritorno a casa.
Segni ci ha conquistati, Segni e le sue mura ci hanno fatto innamorare.
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Foto ViviCiociaria

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Patrica dei Misteri. Simboli e storie nascoste tra le pietre. Per prenotarsi: 380 765 18 94.

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itinerari patricaTorna l’appuntamento con gli Itinerari del Mistero. Torna per l’Ass.Culturale ViviCiociaria il prezioso, grande contributo del ricercatore Giancarlo Pavat e del suo team.
Venerdì 28 luglio a Patrica, a partire dalle 19.30, nel fresco di uno dei paesi lepini più rappresentativi della Ciociaria, ci sposteremo su e giù per un borgo arroccato come pochi, che nasconde dentro i suoi impervi vicoli una storia tutta da conoscere fatta di simboli, trigrammi e testimonianze lasciate su pietra.
Le chiese saranno tutte aperte in orario serale e così anche il giardino di Palazzo Spezza ai piedi dell’antico arroccamento di Patrica. Un percorso da affrontarsi con scarpe comode e assolutamente da non perdere.
Per scoprire il volto misterioso della Ciociaria.
Un evento ViviCiociaria, Itinarrando, Mistery Team e IlPuntoSulMistero con il patrocinio del Comune di Patrica.

 

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Falvaterra: incanto, energia e il valore dell’accoglienza.

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Di Alex Vigliani
alexbimbeAndate a Falvaterra. Vivetela. Scivolate dentro i suoi vicoli. Poi raggiungete le grotte. Fate la visita. Infine fermatevi a respirare l’aria di tranquillità dinanzi al convento di San Sosio, luogo ameno immerso nel verde delle colline di questa parte di Ciociaria.
Il borgo, invece, è una perla incastonata in un altro tempo. A Falvaterra è come se tutto si fosse fermato, come se l’incedere frettoloso dei giorni abbia trovato una propria soluzione e oggi si soffermi anch’esso, anche il tempo, a osservare le pietre e le storie raccontate da un centro i cui abitanti sono pochi ma innamorati di ogni passo, ciottolo o traccia.
Domenica 23 luglio, in circa 60 siamo rimasti meravigliati nel perderci in un luogo che dovrebbe avere frotte di turisti, non fosse altro per la grande varietà di bellezze naturalistiche, storiche e, perché no, religiose. A Falvaterra, poi, abbiamo trovato una grande accoglienza. Un valore che non va mai sottovalutato. E questo perché là dove vi è sorriso, gentilezza, disponibilità verso il prossimo, di sicuro è stato fatto un passo verso il turismo. Non di meno la capacità di creare forze sinergiche pone il luogo nella condizione di avere un ventaglio di proposte sempre giovani e strizzare l’occhio a una realtà più sistemica spesso estranea, purtroppo, al territorio del BassoLazio.
Così abbiamo conosciuto Giuseppe Rinna, così abbiamo conosciuto Elisa Ceccarelli.
51Due ragazzi del luogo, il primo che ci ha dato supporto a 360 gradi, preparandoci ogni contatto per la giornata e aiutandoci affinché il tutto andasse per il meglio. Addirittura predisponendo una zona per il pranzo al sacco.
Elisa, invece, Cicerone dalla preparazione ineccepibile, collaboratrice dell’Associazione Fabrateria Nova cara al Presidente Piccirilli, a spiegare ogni angolo di Falvaterra e, poi, insieme a Giuseppe, all’interno delle grotte nel dare nozione ai nostri occhi meravigliati di ciò che stavamo osservando letteralmente strabiliati.
E questo perché le grotte del Rio Obaco, a circa 10 minuti di auto dal centro di Falvaterra, sono luogo affascinante che lascia senza fiato, sicuramente da visitare, sia che vogliate limitarvi alla visita turistica semplice, sia che siate in grado di cimentarvi in un ambito più speleologico.
Pranzo al sacco nello spazio, come detto, preparato da Giuseppe e possibilità di rivivere una convivialità quasi ormai legata al passato, quando il tempo non era una chimera ma parte integrante della vita dell’uomo. Chiacchiere, conoscenze che nascono o si approfondiscono, in mezzo il tavolo dell’associazione su cui ci sono salsicce, formaggi, crostate. Alcune nostre, alcune portate dai soci. In uno scambio reciproco che è lieto evento della giornata.
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Dopo la visita e il saluto gradito del sindaco Lancia, il quale ha voluto presenziare a tutti i costi, si torna su in paese. Piccolo fuori programma mentre si attende l’apertura del Convento dei padri passionisti prevista per le 15.30. Qui chi decide di rivivere il borgo, chi di mangiare un gelato, bere un succo di frutta o come due bambine di giocare a pallavolo con il sottoscritto, riportandomi di colpo a età più verdi quando il caldo era una cosa che, in presenza di un pallone, non si soffriva mai. Nemmeno con il sole di agosto allo zenit.  Dopo la pausa il convento di San Sosio dei Padri Passionisti ci aspetta. Così entriamo nella frescura del luogo circondato dal verde, poco distante un vigneto. Ad attenderci i padri passionisti e Marco. Un altro viaggio nel tempo, tra reperti e ricordi, tra libri antichi e affreschi alle pareti di ufficiali tedeschi.
Tra i tanti interessati del nostro gruppo, le due bambine – quelle del pallone – fanno tante domande. Ed è un piacere ascoltare e vedere così tanta attenzione da parte di due anime così giovani per tematiche apparentemente anagraficamente lontane.
Al termine della visita ho il piacere di condividere con loro uno scatto fotografico che porterò nel cuore, così come la giornata trascorsa tra le bellezze di Falvaterra e le sorprese di una terra, quella ciociara, che sa regalare sorprese, sorrisi e abbracci caldi.

Foto di Alex Vigliani,
l’ultima è di Gianfranco Tufo. 

*Foto 1: parte del gruppo. 

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Domenica 30 aprile visita nello splendido sito archeologico delle Terme romane di Supino e nel centro storico – prenotazione 380 765 18 94.

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termeromane3Le terme romane a Supino?
Apertura straordinaria del sito per l’Ass.Culturale ViviCiociaria e per Itinarrando con la presenza eccezionale, direttamente dal Canada, di Ernesto Carbonelli storico di Supino e profondo conoscitore delle terme romane di Supino e delle vicissitudini che portarono al ritrovamento delle stesse.
Una nuova iniziativa della nostra associazione, per partecipare è ovviamente necessario prenotare al 380 765 18 94.
Proprio così. Si tratta di terme private di un’abitazione romana del II sec. d.c. sepolta quasi interamente sotto il terreno: le piscine, riportate alla luce, rivestite a mosaico con tessere bianche e nere, rappresentano scene marine raffinate; la particolarità è che buona parte della struttura termale si è conservata e si possono distinguere le parti che la componevano:gli spogliatoi, con marmi provenienti dall’Africa; il frigidarium; i tepidarium; la sauna; termeromanes1il calidarium, sotto il quale si distingue una galleria di servizio. inoltre sono visibili i tubuli di terracotta dove passava il vapore prodotto dai bracieri per riscaldare gli ambienti delle piscine.
La giornata vedrà la visita al sito nonché del centro storico della cittadina lepina di cui potremo apprezzare le acque della fonte e l’ormai tradizionale mostra delle azalee nonché gli scorci più caratteristici di uno dei tanti borghi di pietra della Ciociaria.
Appuntamento a domenica 30 aprile, ore 9.30 per un’altra giornata alla (ri)scoperta delle bellezze della Ciociaria!
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Domani 25 aprile, tra le fortificazioni borboniche di Gaeta. Ultimo giorno per prenotare! Info e prenotazioni: 380 765 18 94.

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Domani 25 aprile nel sistema tra le fortificazioni difensive borboniche di Gaeta. Un percorso particolare, studiato per ripercorrere una parte della nostra storia poca conosciuta, quella del regno borbonico nella penisola.
Entreremo nel percorso sotterraneo della batteria anulare e nel mausoleo di Munazio Planco, ovviamente attraversando tutte le fortificazioni gaetane che si videro protagoniste nella strenua difesa borbonica dinanzi l’esercito dei “1000”.
A guidarci in questo percorso naturalistico e storico sarà Linda Contreras che alcuni dei nostri soci hanno già avuto modo di apprezzare e conoscere lo scorso dicembre.

 

Munazio

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Il lago “fantasma” della Solfatara di Fontana Liri. Un sinkhole misterioso che fa… “tremare”.

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lago1— di Marco Occhipinti (Geologo)
Il territorio di Fontana Liri in provincia di Frosinone è geologicamente caratterizzato da una massiccia presenza di calcari e dolomie del Cretaceo e Miocene affioranti sui rilievi e laddove la complessa rete di faglie appenniniche li riporta in superficie. Al di sopra di tale bedrock carbonatico si riscontrano talvolta strati spessi anche fino a 120 metri di travertino. Nelle aree più pianeggianti, laddove i corsi d’acqua hanno eroso i rilievi o dove il sistema di faglie presenti sul territorio ha fatto sprofondare interi blocchi di substrato carbonatico, si rinvengono da 40 a 100 metri di depositi alluvionali e lacustri (limi e argille) del Quaternario.
A livello idrogeologico si evidenzia la presenza di numerose sorgenti d’acqua che denotano una circolazione sotterranea delle acque molto intensa e capillare. I materiali rocciosi presenti nel sottosuolo, calcari e dolomie nello specifico, favoriscono infatti l’intenso reticolo idrogeologico del sottosuolo di Fontana Liri.
Le diffuse sorgenti si caratterizzano per un’elevata temperatura (nel ‘900 venivano chiamate “caldane”) e una spiccata presenza di gas e zolfo: proprio quest’ultimo rende le acque adatte al termalismo (non è infatti un caso che il territorio, come descritto già da Plinio, fosse noto ai Romani per tali caratteristiche).
In questo contesto sono presenti due piccoli laghi, entrambi a struttura circolare, uno dalle pareti ripide detto Bucone e un secondo più svasato chiamato Solfatara. Quest’ultimo è generalmente colmo d’acqua il cui livello è tuttavia molto variabile alternando periodi di piena con episodi di totale siccità. Dal fondo del lago si sprigionano bollicine di idrogeno solforato che si spandono in aria anche a discreta distanza (dalla Statale 82 della Valle del Liri, nel tratto fra il ponte di S. Eleuterio e l’imbocco di via delle Terme, si avverte chiaramente il classico odore di uova marce, tipico dello zolfo).
Alcune credenze popolari vogliono il succedersi di eventi disastrosi fintanto che il lago sia colmo d’acqua. Certo, le suggestioni del popolo sono spesso legate a mistificazioni o errate interpretazioni della realtà, ma a volte nascondono fondi di verità inaspettati. Ed è proprio questo il caso. In effetti è stata effettivamente evidenziata una stretta correlazione tra presenza d’acqua e micro- e macro-sismicità. Nel 2005 il lago era totalmente asciutto e quell’anno non venne registrata nemmeno una micro scossa. Successivamente il lago si è andato riempendo, e contestualmente è comparsa e via via incrementata anche l’attività sismica, sino ad arrivare alla scossa di magnitudo 3.9 del 6 agosto 2009 (epicentro a Colle Lo Zoppo a una profondità di 11 km). In quell’occasione, si registrò un incremento delle emissioni di CO2 e di Radon. Quest’ultimo, in particolare, è da anni studiato dai sismologi per verificarne le presunte correlazioni con l’instaurarsi di eventi sismici.
Si è sempre pensato che la natura di questi due laghetti fosse strettamente connesso con le dinamiche del carsismo. E in parte è vero. Tuttavia, recenti studi hanno evidenziato che tali strutture potrebbero più facilmente essere ricondotte a dei sinkhole. Un sinkhole altro non è che una depressione nel terreno dovuta a improvviso sprofondamento di cavità profonde. È un fenomeno in costante crescita o, più probabilmente, maggiormente attenzionato oggi grazie alla maggiore condivisione delle informazioni. I sinkhole, stante la loro natura, si rinvengono maggiormente in territori carbonatici a seguito del crollo del tetto di cavità carsiche, ma anche in terreni vulcanici per il crollo di cavità laviche. La depressione che si crea, se vi sono le condizioni geologiche adatte (presenza di argilla, impermeabile, che fa da “tappo”), può così essere riempita da acqua meteorica o di ruscellamento.lago2
Il caso della Solfatara di Fontana Liri è però più particolare. Le acque del laghetto, come detto, sono ricche di gas e zolfo e quindi è indubbia la loro provenienza profonda, non è acqua di superficie come avviene nei normali sinkhole. L’ipotesi pertanto più acclarata è che in occasione di eventi sismici, o di preparazione a essi, essendovi una massiccia presenza di acqua mineralizzata, i depositi di travertino in profondità subiscano una sorta di fenomeno di liquefazione (fenomeno comprovato in diverse altre situazioni geologiche, nel mondo) e che a causa di ciò le acque profonde abbiano modo di risalire in superficie. Di conseguenza, quando il lago è colmo d’acqua, è più probabile (ma non assolutamente certo) il manifestarsi di eventi sismici.
A dicembre 2016 il Lago Solfatara ha iniziato a ritirarsi e oggi, aprile 2017, è totalmente asciutto. Un lago attira sempre e comunque i turisti, anche per la classica gita fuori porta, peccato che questa attrattiva ad oggi non possa essere goduta dalla popolazione locale e dai potenziali turisti.
Bibliografia
– Generoso Pistilli, “Fontana Liri – Due centri una storia”, 2000
– Fabiana Scapola, “Fontana Liri: i laghi-sorgente Solfatara-Bucone indicatori di tettonica recente”, 2010, Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca dell’Ambiente)
Foto:
1. Il lago della Solfatara prima.
2. Il lago della Solfatara nell’aprile 2017.
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Anagni: da domani 21 aprile fino al 23 è FESTIVAL NAZIONALE DELLO STREET FOOD! Non ci sarete? Niente paura! Anticipazione: 13 e 14 Maggio in programma nuovo evento a Colleferro!

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ilprogrammaDomani 21 aprile ore 17.00 e fino al 23 aprile, il taglio del nastro della prima grande edizione dello street food nazionale in programma ad Anagni.
Ingresso gratuito, due piazze, Piazza Cavour, Piazza Innocenzo III per un programma a base di spettacoli, arte di strada, artigianato e soprattutto il meglio dello street food italiano e non solo.
Lo street food, quello autentico, fatto di camioncini, apette, truck e mezzi trasformati per dispensare cibo, cibo, cibo e ancora tanto cibo!
Edizione piccante! Piccantissima! Presenze nazionali e internazionali, Jack Pepper che proverà a superare il suo record da “mangiatore di peperoncini” più piccanti al mondo!
Emanuela Crescenzi, ciociara DOC alle prese con pietanze a base di peperoncino!
E poi artisti dalla Spagna, da Roma e chi più ne ha più ne metta, con musica e intrattenimento per un evento nell’evento.
Un’iniziativa possibile grazie all’Associazione OmniArt che ha riversato la propria esperienza organizzativa nella “città dei papi” riuscendo a creare importanti sinergie sul territorio che proporranno un evento a tutto tondo grazie anche al patrocinio del comune di Anagni e alla collaborazione con l’associazione ViviCiociaria.
Durante la tre giorni che vedrà l’apertura del “circus” alle 17 di domani fino alle 24, e sabato e domenica dalle 11.00 alle 24.00, possibilità di visite guidate della città di Anagni, entrata a prezzo convenzionato per tutti i partecipanti a Palazzo Bonifacio ed entrata gratuita alla mostra permanente del Gismondi.
E se per questa tre giorni non ci sarete, nessuna paura, perché il TTS – Festival dello street food – dopo Anagni farà sosta a Colleferro: 13 e 14 maggio con nuovi spettacoli, attrazioni e ovviamente tanto cibo di strada!
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